HI-FI Prove

Tannoy Mercury 7.2, minimali ed eleganti

Tannoy Mercury 7.2 apertura

I Tannoy Mercury 7.2 sono diffusori da scaffale di taglia compatta caratterizzati da un’onesta resa ma con una dinamica non eccelsa. Li abbiamo provati a 290 euro.

Per gli irriducibili della mitologia dell’antica Roma, il nome Mercury – Mercurio richiamerà sicuramente alla memoria l’omonimo messaggero degli dei, la cui nomea si accosterebbe pure bene ad un diffusore di pregio. Disgraziatamente per questi nuovi Tannoy, sarebbe più azzeccato il riferimento all’omonimo pianeta, in ragione della notevole distanza che li separa dal best of dell’Hi-Fi terrestre. Sembrerà probabilmente un giudizio fin troppo severo, tuttavia rispetto a risultati di eccellenza come il pluripremiato Eclipse 3, di fronte questi deludenti Tannoy Mercury 7.2, dobbiamo ammettere che ci saremmo aspettati decisamente di meglio.

Costruzione e versatilità

Il primo sguardo rivela un aspetto accattivante; un minuto box di legno rifinito in noce (così è la coppia utilizzata per la nostra prova, la migliore tra le diverse finiture disponibili), oppure rovere chiaro o scuro, equipaggiato anteriormente di un tweeter a cupola morbida da 28 mm più un midrange da 15 cm, con un accordo reflex posizionato posteriormente. Il design è minimale ma al tempo stesso elegante, una combinazione intrigante per un diffusore da scaffale di tipo economico. La qualità costruttiva, tuttavia, non ci convince appieno.

Al prezzo proposto (in Italia Tannoy è distribuita da High Fidelity) le Tannoy Mercury 7.2 potrebbero ben inserirsi in un impianto Hi-Fi entry level: 250 euro restano però una spesa non proprio irrisoria e le prime impressioni indicano che il gioco non valga così tanto la candela.soprattutto se si considerano alcuni aspetti che ci hanno convinto poco. I condotti reflex, per esempio, danno l’impressione di essere poco solidi già solo quando si estraggono i diffusori dal loro imballo. Diffusori concorrenti come i Monitor Audio Bronze 2 sono di qualità ben più elevata a parità di prezzo.

Resa sonora

Quanto detto non significa necessariamente che i diffusori Tannoy Mercury 7.2 suonino male; è questo che conta, dopotutto. Dopo averli infatti utilizzati per riprodurre Wilderness degli Explosions in the Sky, siamo stati subito confortati dal dettaglio e dall’immediatezza di ascolto cui ci siamo trovati davanti. Di certo non offrono una spazialità esagerata, cosa che non ci sorprende né ci delude considerato il tipo di prodotto in esame; c’è comunque dettaglio a sufficienza da rendere ben distinguibile ogni singolo strumento, evitando così di perdere parti del messaggio sonoro.

L’ascolto è parimenti gradevole a nostro avviso, non abbiamo riscontrato alcuna incertezza che potesse affaticarlo, anche quando gli arrangiamenti hanno raggiunto il loro climax. Il bilanciamento però lascia a desiderare. I bassi ci sono, anche se non così “vivaci”; pure gli alti non sono propriamente “di spicco”, ciò provoca uno squilibrio per cui il midrange tende a “nascondere” parte del messaggio sonoro. La cosa si nota molto di più passando ad un album “vocale”, come Helplessness Blues dei Fleet Fox; ove dovrebbero riconoscersi armonie suadenti, la sensazione è invece che esse si perdano, sovrastate dalle frequenze adiacenti.

Un’altra nota negativa in questi diffusori è la mancanza di dinamica e di senso del ritmo. Non che risultino confusionari o tali da non seguire bene il ritmo, offrono piuttosto una risposta piatta. Hanno poca espressività e slancio, il che ne determina una prestazione decisamente fredda; non ci sono “climax”, nessun impeto durante le percussioni o negli schemi. Se cercate un paio di diffusori per animare una festa, quasi sicuramente non sono questi.

Il nostro verdetto

Siamo ragionevolmente soddisfatti dall’ascolto delle Tannoy Mercury 7.2 e, sebbene ci siano aspetti della loro resa che apprezziamo, al contempo non possiamo dichiararci entusiasti di ciò che abbiamo sentito. Se siete alla ricerca di un diffusore dalle dimensioni contenute per un ascolto “easy”, allora questi Mercury non sfigureranno sul vostro scaffale. In caso contrario ci sono opzioni decisamente più valide sulla piazza. E anche a più buon mercato.

© 2017, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di What HiFi? e Stuff dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

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