HI-FI Prove

Acoustic Research AR-M20: musica hi-res a portata di mano

Acoustic Research AR-M20

In un mercato sempre più ricco di proposte il player audio hi-res Acoustic Research AR-M20 si distingue per qualità audio, autonomia e connettività.

I lettori audio hi-res portatili come gli ottimi Astell & Kern AK70 e Onkyo DP-X1 possono essere considerati gli assi pigliatutto di questo mercato; il primo per l’eccellente qualità del suo DAC, il secondo per l’esperienza Android che riesce a regalare. Difficile insomma fare di meglio, ma l’Acoustic Research AR-M20 ci prova puntando direttamente al sodo e cercando di attrarre chi, in un dispositivo del genere, cerca essenzialmente qualità audio, connettività e poco altro.

Funzioni

L’Acoustic Research AR-M20 si basa di fatto sul precedente (e apprezzatissimo) AR M2, tra i migliori player musicali in assoluto del 2015 che infatti superava alla sua uscita i 1000 euro di prezzo. Il AR-M20 costa invece meno e va quindi a competere più da vicino con i rivali di Onkyo, Pioneer, Sony e Astell & Kern.

Acoustic Research AR-M20

Al suo interno troviamo un DAC Burr-Brown PCM5242 a 32-bit/384kHz che rimpiazza il Burr-Brown PCM1794A dell’AR M2, mentre il supporto ai formati audio rimane quello del modello precedente. Ciò significa che anche l’AR-M20 può riprodurre file FLAC, ALAC e WAV fino a 24-bit/192kHz e file DSD128.

Lo storage interno è di 64 GB e, se non vi basta, potete sempre ricorrere a un microSD fino a 200 GB. Eravamo un po’ spaventati dalla batteria da 3150 mAh contro quella da 4200 mAh dell’AR-M2, ma in realtà, come fa notare lo stesso produttore, l’autonomia dell’ AR-M20 si avvicina alle 16 ore contro le 8 ore del predecessore.

A dire il vero le 16 ore dichiarate ci sono parse fin troppo ottimistiche visto che nel nostro test abbiamo raggiunto 12 ore di riproduzione continua e a volume piuttosto alto, ma si tratta comunque di un deciso passo avanti rispetto all’autonomia dell’AR-M2.

Acoustic Research AR-M20

Costruzione

La prima impressione che si ha tenendo in mano l’ AR-M20, oltre all’estrema somiglianza estetica con il suo predecessore, è che può ricordare uno smartphone Sony Xperia con questo suo look da “tavoletta” di alluminio. Le dimensioni sono comunque più contenute rispetto a quelle dell’AR-M2 (lo spessore è di 1 cm) e lo stesso dicasi per il peso, sceso a 177 grammi contro i 240 grammi del modello di due anni fa.

A livello costruttivo la differenza principale con il modello di due anni fa è la scomparsa della rotellina per il controllo del volume, qui sostituita da due classici pulsanti che troviamo sul lato destro del lettore. È presente anche un amplificatore per cuffie in classe AB Texas Instruments TPA6120A2 (l’uscita è quella classica da 3,5mm), mentre il display da 5’’ è un valido IPS LCD con risoluzione HD da 1280×720 pixel.

Come funzionalità complessive si sente invece l’assenza di una piena esperienza Android come quella offerta dall’Onkyo DP-X1 e così, come già sottolineato nella recensione dell’Astell & Kern AK70, l’interfaccia e il sistema operativo sono quanto mai minimali.

Acoustic Research AR-M20

Tutto quello che serve però c’è e parliamo di un player musicale basato comunque su Android (in questo caso in versione 4.3) mentre il processore è un valido quad-core Snapdragon 400. Troviamo inoltre Bluetooth per collegare cuffie, auricolari o speaker, Wi-Fi per navigare sul web, app di Spotify, app di AR, orologio e una serie di altri impostazioni basilari. Insomma, qui si bada al solo e se non altro si hanno meno distrazioni quando si ascolta la musica.

Se però da un lato abbiamo apprezzato il fatto che Acoustic Research proponga un proprio software per concentrarsi esclusivamente sulla qualità audio, dall’altro lato abbiamo riscontrato qualche crash di troppo mentre si scorre nella libreria musicale.

Qualità audio

Abbiamo cominciato i test con la versione acustica di Blunderbuss di Jack White presente in Acoustic Recordings 1998–2016, partendo da un volume basso per poi alzare fino quasi al massimo consentito. Abbiamo subito sperimentato il sound solido, muscolare e limpido che ci aveva così colpito quando avevamo recensito l’AR-M2.

L’ampiezza del soundstage e l’immagine stereofonica più palpabile e ariosa risultano più incisive rispetto all’ascolto con l’Astell & Kern AK70, ma anche gli incroci di voci di White e Ruby Amanfu e le plettrate sulla chitarra acustica risaltano con più precisione e nettezza a favore dell’ AR-M20. Non si possono poi non apprezzare il dettaglio delle percussioni e le sfumature più infinitesimali che ci circondano durante l’ascolto.

Acoustic Research AR-M20

Passando a qualcosa di più ricco strumentalmente, abbiamo optato per This Year’s Girl di Elvis Costello & The Attractions e subito si apprezza il tempo sincopato della batteria, che però risulta leggermente più coerente e dinamico se ascoltato con l’AK70. Dove l’ AR-M20 supera invece nettamente il rivale è nella potenza dell’amplificatore cuffie, che supporta anche modelli di gamma alta con impedenze importanti (si arriva fino a 15+15W per cuffie da 300 Ohm).

In effetti, se volete acquistare un player musicale di questo tipo, preparatevi a sfruttarlo al meglio con cuffie di un certo livello. Noi abbiamo testato le , le Grado SR 325e e le B&W P9 Signatures e tutte e tre si sono comportate divinamente.

Acoustic Research AR-M20

Verdetto

Se in un player musicale hi-res cercate soprattutto autonomia, qualità audio e un amplificatore per cuffie che non teme nulla, l’Acoustic Research AR-M20 è un prodotto molto interessante, anche perché costa molto meno del predecessore AR-M2 pur offrendo una qualità estremamente simile, se non quasi identica.

Se cercate qualcosa di più ricco a livello di feature c’è sempre l’Onkyo DP-X1, mentre l’Astell & Kern AK70 ha un pizzico in più di dinamica, ma nel complesso l’AR-M20 ci ha convinti pienamente e speriamo che nel frattempo un aggiornamento del firmware migliori la stabilità generale.

© 2017, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di What HiFi? e Stuff dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

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