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Diffusori e griglie di protezione: un (in)utile ostacolo?

Le griglie usualmente presenti nei diffusori hanno uno scopo protettivo ed estetico, e di qualunque materiale siano fatte, tela alluminio o altro, rappresentano pur sempre un ostacolo alla libera emissione degli altoparlanti: oppure no?

Fin da sempre abbiamo appreso che quando si ascolta è meglio togliere le griglie protettive che solitamente equipaggiano le elettroacustiche perché in tal modo “si sente meglio“, essendo queste un obbligato accessorio che si occupa di proteggere gli altoparlanti dalla polvere e da mani indebitamente curiose ma comunque d’ostacolo al libero fluire del suono.

Diciamo pure la verità, quando eravamo giovani appassionati di primo pelo, era un piacere osservare gli altoparlanti a nudo, soprattutto la vibrazione della membrana impegnata a riprodurre bordate di basse frequenze, un’emozionante e sinestetica good vibration, altro che attenzione al suono!

Il tempo e l’esperienza ci hanno poi insegnato che non sempre è così che stanno le cose, soprattutto laddove le griglie siano state attentamente studiate – e perciò considerate – in fase di progetto, circostanza che potrebbe addirittura portarle ad essere incluse nella prestazione in virtù della loro influenza sul suono.


 

Esattamente, la tela acustica – o fonotrasparente come spesso è definita – per quanto indicata come tale non lo è mai completamente in quanto, a causa delle caratteristiche fisiche, costituisce comunque un ostacolo tra le onde sonore emesse dagli altoparlanti e le orecchie, un vero e proprio filtro meccanico che le predette onde sono costrette ad attraversare, e come qualsiasi ostacolo di natura meccanica, inevitabilmente, ha influenza diretta in relazione alla specifica lunghezza d’onda.

Non per niente i forellini delle protezioni metalliche che alcuni tweeter vantano, hanno misure ben precise, correlate con la lunghezza d’onda proprio al fine di non disturbare o addirittura impedire il passaggio del suono e lo stesso vale per le griglie metalliche sovente in dotazione ai diffusori professionali – notevolmente più robuste di quelle in tela degli analoghi modelli consumer – ma altresì prone alla risonanza laddove non realizzate con la necessaria cura.

Occorre poi considerare che molto spesso – a causa della pessima vita che devono fare, sballottate come sono a destra e a sinistra – le protezioni di questi diffusori sono talvolta realizzate accoppiando una griglia metallica ad una sottostante tela.

In ogni caso, ‘ste griglie vanno tolte oppure no?

Sulla base di test effettuati semplicemente mettendo e togliendo le suddette protezioni – tranne che non si tratti di tessuti particolarmente pesanti come quello talvolta presente nei diffusori TANNOY o KLIPSCH appartenenti alle serie maggiormente iconiche di queste due aziende – la rimozione delle stesse non comporta alterazioni tali da essere percepite in modo netto.

Come ricordato, il progetto di un diffusore – seriamente approcciato chiaramente – pone attenzione su qualsiasi dettaglio che possa avere una qualche influenza sul suono, figuriamoci se le griglie non sono prese in considerazione, se non altro a causa dell’effetto di eccessivo mascheramento delle medie ed alte frequenze che la loro presenza creerebbe.

Noi stessi nell’eseguire il test delle JAMO D590 50th Anniversary Edition – che vedete nella sovrastante immagine e che qui potete consultare – avendo notato la tipologia del tessuto utilizzato quale protezione degli altoparlanti, abbiamo fatto qualche prova d’ascolto togliendo il presunto ostacolo senza riscontrare evidenti variazioni tonali, segno tangibile che malgrado il tessuto usato sia abbastanza “massiccio” non ha alcun  impatto nella prestazione.

Riassumendo quindi, le griglie di protezione sono un valido aiuto sia per evitare l’accumulo di polvere sugli altoparlanti – che nel caso si verificasse va rimossa con estrema cura utilizzando un morbido pennello di qualità, giammai un aspirapolvere come qualcuno suggerì in un forum! – che per protezione da mani (o zampine) curiose, essendo comunque chiaro che una pressione eccessiva in corrispondenza di un altoparlante (soprattutto i tweeter) comporterà un possibile danneggiamento; chi ha un micio, parlo per esperienza, sappia che alcune spinose piante grasse sparse in zona possono fungere da deterrente nei confronti del curioso felino.

In conclusione ed in generale, sebbene la cosa andrebbe verificata caso per caso, il nostro consiglio è di lasciarle al loro posto poiché la variazione tonale – ammesso ci sia e soprattutto sia effettivamente udibile – è certamente già stata considerata in fase di progetto ed anzi, proprio per tale ragione, togliendo le tele di protezione si potrebbe modificare il profilo sonoro del diffusore, soprattutto nelle versioni che fanno uso di un tessuto maggiormente strutturato.

Come al solito, ottimi ascolti!!!

 

 

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