Il Goldmund Telos 9800 è il nuovo amplificatore mono di riferimento dell’azienda svizzera: 1.560 watt su 8 ohm, alimentazione separata, 10 kVA di trasformatori e prezzo mostruoso
L’azienda svizzera Goldmund entra nuovamente nel territorio dell’ultra hi-end con il nuovo amplificatore finale mono Telos 9800, che con un prezzo di listino italiano di 1.084.000 euro la coppia è un componente destinato a impianti senza compromessi, a sale d’ascolto trattate acusticamente e a diffusori di altissima gamma, spesso complessi da pilotare.
Il Telos 9800, che pesa la bellezza di 360 Kg per unità, prende il posto più in alto nel catalogo Goldmund, ponendosi al di sopra del già mostruoso Telos 8800 e del più recente Telos 4800, anche se rispetto a entrambi non offre un semplice incremento di potenza (che comunque c’è) o un aggiornamento cosmetico (anch’esso ben visibile). L’azienda svizzera infatti ha sviluppato per l’occasione una piattaforma di amplificazione inedita, intervenendo sulla circuitazione, sull’alimentazione e perfino sulla struttura fisica del prodotto. Una scelta coerente con la filosofia di Goldmund, che tende a mantenere a lungo i propri modelli di punta anziché sostituirli con frequenza annuale.
L’architettura è divisa in due corpi strettamente integrati. Da una parte risiede l’alimentazione, dall’altra lo stadio di amplificazione vero e proprio. In un amplificatore finale di questa potenza non è un dettaglio scenografico, visto che separare le sezioni più energeticamente impegnative da quelle dedicate al segnale può contribuire a limitare le interferenze elettromagnetiche, a contenere le vibrazioni trasmesse ai circuiti più sensibili e a razionalizzare la dissipazione termica.
Goldmund dichiara infatti la capacità di mantenere la stabilità operativa fino a impedenze di 1 ohm. Una specifica importante, benché vada letta nel giusto contesto. Se infatti la maggioranza dei diffusori domestici non richiede un funzionamento continuativo a impedenze così basse, alcuni sistemi high-end, elettrostatici, planari o grandi torri multivia possono presentare minimi d’impedenza severi e angoli di fase impegnativi. In queste condizioni la semplice disponibilità di watt non basta, ma entra in gioco soprattutto la capacità dell’amplificatore di erogare corrente senza perdere controllo, proteggendo allo stesso tempo i dispositivi di potenza e i diffusori collegati.
Non è un caso che per il Telos 9800 Goldmund parli di 10 kVA di capacità complessiva dei trasformatori e di una banca di condensatori da 648 mF, la più ampia mai impiegata dall’azienda. Tradotto in termini pratici, il finale può disporre di una consistente riserva di energia accumulata per affrontare richieste istantanee di corrente, in modo che un colpo di grancassa, un fortissimo orchestrale o il transitorio di una linea di basso elettrico non debbano mettere in crisi la tensione di alimentazione. Trasformatori sviluppati internamente, condensatori personalizzati e nuove schede di potenza dovrebbero offrire una risposta più salda proprio nei passaggi musicali ad alta dinamica.
Le specifiche elettriche completano un quadro decisamente ambizioso. La distorsione armonica totale dichiarata è dello 0,005% tra 20 Hz e 20 kHz, mentre la gamma dinamica raggiunge 117 dB con banda di misura estesa a 22 kHz. Goldmund indica inoltre un rumore d’uscita inferiore a 3 μV e un fattore di smorzamento pari a 900 a 1 kHz. Quest’ultimo dato, pur non raccontando da solo il comportamento sonoro di un finale, suggerisce una bassa impedenza d’uscita e una notevole capacità teorica di controllare il movimento dei woofer. Su diffusori dall’estensione importante in gamma bassa, questo può tradursi in bassi più rapidi, frenati e leggibili, a patto che il resto della catena sia all’altezza.
Interessante anche la possibilità di regolare il guadagno a passi di 3 dB, dal momento che in un sistema di fascia assoluta, dove preamplificatori, DAC con controllo di volume e sorgenti professionali possono avere tensioni d’uscita differenti, gestire correttamente il guadagno è essenziale per ottimizzare il rapporto segnale/rumore e sfruttare in modo sensato l’escursione del volume. Il percorso del segnale rimane integralmente analogico dall’ingresso all’uscita, con protezioni contro sovratemperatura e cortocircuito, oltre a un sistema di spegnimento automatico previsto per salvaguardare elettronica e diffusori in caso di anomalia.
Sul pannello posteriore trovano posto ingressi RCA e XLR, connessioni digitali, morsetti diffusori multipli, trigger 12 volt, presa di alimentazione universale e interruttore ground lift. La presenza di collegamenti digitali appare curiosa accanto alla dichiarazione di percorso analogico completo e lascia intendere una gestione interna del segnale che Goldmund dovrà chiarire in modo più dettagliato.
Anche l’estetica cambia registro. Il progetto realizzato con la designer Cécile Barani abbandona infatti la tradizionale impostazione da elettronica hi-fi per avvicinarsi a un oggetto architettonico, fatto di volumi separati, superfici in alluminio lavorato con precisione e un accento dorato volutamente misurato.
I prodotti Goldmund sono distribuiti in Italia da AudioPlus.
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