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I 5 brani con suoni di batteria memorabili

i 5 brani

Abbiamo chiesto a Corrado “Dado” Bertonazzi di Suonarelabatteria.it quali fossero i brani rock più iconici e meglio registrati nella storia della musica rock. Il risultato è una carrellata di 5 brani che spaziano fra stili ed epoche differenti.

5 brani memorabili della batteria in campo hi-fi. Quando si parla di musica registrata, soprattutto in campo audiofilo, il suono della batteria costituisce la base sulla quale si innesta l’intera produzione. Non è possibile scindere da questo assunto. Eppure, in molti, considerano la timbrica delle voci o il suono della chitarra durante i solos come principale metro di paragone per giudicare la qualità dei brani. È, al contrario, proprio nella potenza cadenzata espressa dalla batteria, e dal basso, secondo perno della struttura ritmica, che si dimostra la coralità, l’ordine e la profondità sonica di una registrazione.

Interessati al suono espresso da questo strumento, abbiamo interpellato Dado.

Ne è venuta fuori un’elettrizzante compilation di 5 brani memorabili all’insegna della batteria più affilata. Non solo: più di ogni altro orpello, la missione era quella di unire due mondi spesso paralleli e inconciliati. Quello della musica suonata, e quello dell’alta fedeltà.

Certamente, la musica è oggetto di interesse per entrambi gli schieramenti, eppure non è raro trovare audiofili non interessati alla professionalità della musica.

La musica, invece, è un tutt’uno, e lo è sia come creazione da parte di un artista, come insegnamento di uno strumento e di cosa sia la buona musica, e lo è come celebrazione del suono hi-fi.

Con la speranza di avere fatto un passo in più nell’avvicinare alta fedeltà e musicisti, passiamo il testimone nelle sapienti mani di Dado.

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I 5 brani di batteria memorabili secondo Corrado Bertonazzi

Sei mai rimasto colpito dal suono di batteria di alcune canzoni? Ti piacerebbe scoprire che cosa rende un ritmo o una sonorità così invitante o ipnotica?

Mi presento: sono Corrado “Dado” Bertonazzi, batterista e fondatore del portale SuonarelaBatteria.it e in questo articolo ti voglio consigliare 5 canzoni dove la batteria è stata in registrata in maniera particolarmente sublime, incorporando tutti gli elementi che creano la magia: canzone, produttore, batterista e mixaggio finale.

Creare un grande suono non è un compito semplice… Forse non sai che la batteria è lo strumento più difficile da registrare poiché copre l’intera gamma di frequenze, dalle super basse della grancassa, passando per le medie dei tamburi, per arrivare alle frequenze alte dei piatti.

Ma vediamo quali sono i brani che sono riusciti ad esaltare tutte queste frequenze regalandoci un ascolto straordinario.

TOTO – I will remember (Simon Phillps)

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TOTO, Tambu (Sony 1995)

Questo è un brano decisamente amato dagli ingegneri del suono… In anni di concerti ho sentito parecchi fonici usarlo nei soundcheck per testare gli impianti audio prima degli show dal vivo.

L’introduzione dall’andamento tribale è ormai diventata iconica per ogni amante della batteria, sia per l’esecuzione raffinata che per il meraviglioso suono di Simon Phillips, storico batterista inglese che ha suonato con i TOTO per 25 anni.

L’estrema qualità del mix e della ripresa audio, la dinamica perfettamente conservata da un mastering non invadente e l’effetto di stereofonia così marcato rendono l’ascolto un piccolo viaggio privato nel mondo delle percussioni.

Bastano pochi secondi con un buon impianto audio per capire di cosa parlo… Goditela.

METALLICA – Enter Sandman (Lars Ulrich) 

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Metallica (Elektra 1991)

Nel 1991 esce il celebre “Black Album”, disco che oltre ad aver venduto milioni di copie, ha definito nuovi standard del “metal sound” negli anni a venire. Tutti l’hanno imitato insomma.

Grande merito va al produttore Bob Rock, che registra la mastodontica batteria di Lars Ulrich con quasi 30 microfoni per creare il “muro di suono” che possiamo apprezzare fin dall’introduzione: un crescendo dinamico sui tamburi che esplode con il riff di chitarra distorta come un pugno nello stomaco.

Erano gli ultimi anni delle registrazioni analogiche su nastro prima di passare al digitale, ma negli anni a venire nessun disco dei Metallica ha mai suonato così bene. Se vuoi emozioni forti, mettila nel giradischi e alza il volume 🙂

LED ZEPPELIN – When the levee breaks (John Bonham) 

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LED ZEPPELIN, IV (Atlantic 1971)

Chi dice che servono 30 microfoni per registrare la batteria? Qui ne sono stati usati solo 2 per creare uno dei suoni più iconici del rock.

John Bonham è considerato da molti il più grande e influente batterista rock e nel 1971 registra questa traccia nell’album Led Zeppelin IV con una tecnica molto particolare.

Il tecnico del suono Andy Johns stava cercando una sonorità particolarmente ambientale e vaporosa, così decide di sistemare il kit di Bonham in un ampio salone della villa del chitarrista Jimmy Page, dove stavano realizzando il disco con uno studio mobile.

Nonostante le crescenti innovazioni tecniche del periodo, Johns usa soltanto 2 microfoni Beyerdynamic M160, facendoli passare attraverso dei limiter (per enfatizzare la dinamica) e una macchina echo della Binson, per creare un effetto “ribattuto”.

Il suono così iconico che ne esce rispecchia perfettamente le caratteristiche di Bonham: potenza e originalità assoluta.

JOHN MAYER – Vultures (Steve Jordan)

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JOHN MAYER, Continuum (Columbia 2006)

Nel 2006 esce il disco “Continuum” del talentuoso chitarrista/cantante John Mayer, al quale si aggiungono Pino Palladino al basso e Steve Jordan alla batteria, che sarà anche produttore dell’album. Probabilmente uno dei migliori trio di sempre per il mio modesto parere…

Jordan, oltre ad essere un batterista fenomenale, è un vero maniaco del suono e in questo brano torna indietro alle radici della motown e del r&b, con un sound molto fermo e asciutto, super marcato sulle frequenze basse della grancassa e del basso avvolgente di Palladino.

Il rullante effetto “schiaffo di Bud Spencer” e un groove ipnotico ci accompagnano in 4 minuti di viaggio nel pop-blueseggiante raffinato di uno dei migliori artisti della nuova generazione.

Nonostante la tecnologia digitale, per decisione insindacabile di Jordan questo album è stato registrato interamente su sistema analogico come ai vecchi tempi.

Si capisce che mi piace l’analogico?!

FRANCO BATTIATO – La cura (Gavin Harrison) 

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FRANCO BATTIATO, La Cura (Universal 2000)

Non poteva mancare in questa lista un brano italiano. Senza alcun dubbio voglio segnalare “La cura” del grande Franco Battiato con Gavin Harrison alla batteria, anno 1996.

Quello che amo di questo pezzo è la spazialità degli strumenti, l’uso sapiente dei riverberi sulla batteria che allungano il suono rendendo i tamburi penetranti e al tempo stesso dolci, creando un contrasto netto con le voci femminili iniziali asciutte e ben centrate.

L’ingresso drammatico degli archi e le voci doppiate di Battiato nei ritornelli creano una dinamica meravigliosamente avvolgente e piena.

La conferma di ciò che dico è che proprio mentre scrivo queste righe ascolto il brano in cuffia con gli occhi lucidi, per farti capire quanta emozione può regalare la bella musica.

Per chi mastica di batteria, l’esecuzione di Gavin Harrison è semplicemente magistrale, con un’alternanza di suoni forti sui tamburi a leggere pressate sul rullante, che creano un ritmo raffinato e perfettamente rotolante.

Do you want more?…SuonarelaBatteria.it

Questi sono solo 5 brani che spero potrai apprezzare per le qualità sonore, ma se vuoi approfondire o saperne di più sulla batteria e sui grandi batteristi di cui ti ho parlato, dai un occhio al mio sito dove analizzo il loro stile e il loro suono nel dettaglio: https://suonarelabatteria.it/grandibatteristi/home

Come dico sempre alla fine dei miei video sul canale YouTube… “Hola amigo, buona musica e alla prossima”.

Corrado Bertonazzi è batterista e fondatore del sito SuonarelaBatteria.it, un sito da non perdere. 

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