TCL abbatte i costi del microLED con il Max163M da 163 pollici al prezzo “folle” di 36.500 dollari. Sarà questo il futuro dei maxi TV?
Per anni la tecnologia microLED è rimasta confinata in una dimensione quasi sperimentale, sospesa tra promesse tecnologiche da prima della classe e barriere economiche difficili da superare. I primi modelli commerciali di Samsung, LG e TCL avevano dimostrato il potenziale della tecnologia, ma a fronte di prezzi proibitivi che ne avevano limitato la diffusione a contesti a dir poco esclusivi. Oggi, con l’introduzione del TCL Max163M, qualcosa sembra cambiare in modo sostanziale.
Questo nuovo TV da 163 pollici del produttore cinese viene infatti proposto in patria all’equivalente di circa 36.500 dollari, una cifra che rappresenta una riduzione drastica rispetto ai circa 110.000 dollari richiesti per la precedente generazione del 2024. Una contrazione di questo tipo (ben un terzo) significa che la filiera produttiva del microLED sta maturando e, con essa, la possibilità di una progressiva democratizzazione di questa tecnologia.
Il confronto con il passato recente aiuta a contestualizzare la portata del cambiamento. I primi televisori microLED di grande formato avevano costi che superavano abbondantemente i 100.000 dollari, posizionandosi fuori portata anche per molti appassionati di fascia alta. Oggi, pur restando in un territorio premium, il TCL Max163M si colloca su livelli più vicini a quelli dei proiettori home cinema di riferimento (il JVC NZ900 costa 26.000 euro), aprendo un confronto diretto tra due approcci radicalmente diversi alla fruizione di contenuti su larga scala.

Dal punto di vista tecnologico, il microLED mantiene intatto il proprio fascino. A differenza degli LCD, non esiste un pannello retroilluminato, ma ogni pixel è un elemento autoemissivo composto da sub-pixel rossi, verdi e blu. Questo significa controllo puntuale della luminosità, neri reali e un contrasto virtualmente infinito. Siamo insomma di fronte a una sintesi delle migliori caratteristiche di tecnologie come OLED e plasma, senza però alcune delle loro limitazioni strutturali.
TCL dichiara per il Max163M una copertura completa dello spazio colore BT.2020 e una luminosità che può raggiungere i 10.000 nit. Si tratta di valori che, se confermati nella pratica, superano nettamente le capacità dei sistemi di proiezione, tradizionalmente penalizzati in termini di luminanza e gestione dell’HDR.
La variante Max163M Pro, che costa l’equivalente di circa 50.000 dollari, spinge ulteriormente le specifiche, aggiungendo supporto a 4K a 120 Hz e mantenendo una profondità di elaborazione a 22 bit per ciascun LED RGB. Questo dato, spesso trascurato, è indicativo della precisione con cui viene gestita la modulazione della luce, con implicazioni dirette sulla gradazione dei colori e sulla riduzione di fenomeni come il banding.

Un aspetto cruciale per comprendere il valore del microLED è distinguerlo da terminologie che negli ultimi anni hanno generato confusione. Etichette come “micro RGB” vengono oggi utilizzate per descrivere LCD con retroilluminazione RGB avanzata, ma restano concettualmente lontane dal microLED. In quest’ultimo caso, l’assenza di un filtro LCD e la natura autoemissiva dei pixel definiscono un paradigma completamente diverso, più vicino a quello di OLED e QD-OLED, ma con un potenziale teorico superiore in termini di luminosità e durata.
Nonostante i progressi, alcune criticità rimangono evidenti. La produzione di pannelli microLED di grandi dimensioni avviene ancora attraverso l’assemblaggio modulare di unità più piccole. Questo approccio, necessario per ragioni produttive, introduce il rischio di discontinuità visive tra i moduli, con le giunzioni che possono risultare percepibili in determinate condizioni di illuminazione compromettendo l’uniformità dell’immagine, soprattutto su superfici così estese.

La riduzione dei costi, pur significativa, non elimina completamente le barriere all’ingresso. Un televisore da 163 pollici (che ricordiamo equivalere a oltre 4 metri di diagonale) resta un prodotto destinato a spazi ampi e a un’utenza con esigenze specifiche, ma il vero valore del Max163M, di cui non conosciamo ancora il destino al di fuori della Cina, risiede nella traiettoria che suggerisce: se una simile riduzione di prezzo è stata possibile in un arco temporale così breve, è plausibile attendersi ulteriori ottimizzazioni in pochi anni.
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