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Negli USA i ricavi dei vinili hanno surclassato quelli dei CD

vinili

Negli USA si continuano a vendere più CD che vinili, ma i ricavi di questi ultimi sono quasi il doppio. Cresce lo streaming audio ma crollano i download

Con cadenza semestrale torniamo a parlare del mercato musicale americano (il più grande e importante al mondo), dopo che nei giorni scorsi la RIAA (Recording Industry Association of America) ha comunicato i dati riguardanti i primi sei mesi del 2020. E le novità non sono poche. Quella certamente più eclatante è che, parlando di supporto fisico, il 62% dei ricavi totali, che ammontano a 376 milioni di dollari, è derivato dalle vendite di vinili (232 milioni di dollari).

I CD, che rappresentano il restante 38% del mercato, si sono dovuti accontentare di soli 120 milioni di dollari, pur avendo venduto di più dei vinili a livello di copie (ma si sa che gli LP costano ormai più dei CD, soprattutto se si parla di album in doppio vinile).

Il crollo dei CD si comprende ancora meglio confrontando i dati attuali con quelli dei primi sei mesi del 2019: -45% delle unità vendute e -47,6% dei ricavi. Sempre su base annua i vinili sono invece cresciuti del 2,3% come copie vendute e del 3,6% come valore. In ogni caso i primi sei mesi del 2020 hanno visto un notevole calo sia di copie, sia di fatturato rispetto a un anno fa per quanto riguarda i supporti fisici.

Negli USA i ricavi dei vinili hanno surclassato quelli dei CD

Negli USA infatti se ne sono venduti -29,2% rispetto ai primi sei mesi del 2019, segno che anche il Covid, oltre ad altre cause (disaffezione verso il fisico e dilagare dello streaming), ha giocato un ruolo negativo nell’andamento del mercato, portando alla chiusura dei negozi fisici e all’annullamento dei concerti, che soprattutto negli ultimi anni giocano un ruolo fondamentale di promozione per i musicisti.

Passando invece al mercato digitale, lo streaming ha guadagnato il 12% sul 2019 con oltre 4,9 miliardi di dollari di entrate, mentre i download hanno perso oltre il 22% anno su anno, segno che anche l’era inaugurata da iTunes sta quasi volgendo al termine, sebbene proprio grazie all’aumento delle revenue dello streaming il mercato digitale nel suo complesso sia cresciuto del 8,7% anno su anno.

Da questi nuovi dati emerge insomma come ormai lo streaming sia inarrestabile (parliamo infatti di guadagni quasi 12 volte superiori rispetto a quelli dei supporti fisici) e come l’era dei CD sia ufficialmente al tramonto, cosa che si nota anche guardando il numero ristretto di nuovi lettori CD che i principali produttori hi-fi hanno proposto negli ultimi 2-3 anni (si fa invece fatica a seguire tutti i nuovi giradischi).

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