Sonos si ripresenta sul mercato con le cuffie wireless Ace Ultra, la soundbar Dolby Atmos Beam Ultra e il sistema operativo Sonos 27, con nuove funzioni smart per portare l’audio da TV, speaker e stanze direttamente alle vostre orecchie
Sono ben tre le novità che Sonos ha annunciato nelle scorse ore. Le cuffie wireless Ace Ultra e la soundbar Beam Ultra sono prodotti distinti, ma trovano il loro significato più ampio in Sonos 27, che l’azienda americana non descrive più come un semplice aggiornamento dell’app, ma come una nuova tappa del proprio “sistema operativo audio” per la casa.
Il contesto attuale, per Sonos, è delicato. Il fallimentare aggiornamento dell’app del 2024 è diventato uno dei casi più discussi degli ultimi anni nell’audio consumer dopo aver introdotto problemi, eliminato funzioni e creato una diffusa insoddisfazione della community. Il lancio di Sonos 27 arriva quindi con la promessa implicita che il software deve tornare a essere un valore aggiunto dell’ecosistema e non l’ostacolo che lo rende faticoso da usare. La scelta di distribuire alcune novità in Early Access e di procedere gradualmente suggerisce inoltre un approccio più prudente rispetto al passato.
Beam Ultra: Dolby Atmos con driver dedicati
La Sonos Beam Ultra, disponibile dal 29 settembre a 699 euro, sostituisce concettualmente la Beam di seconda generazione nella fascia delle soundbar compatte premium, ma lo fa con un salto tecnico più netto del solito. La configurazione passa infatti dalla struttura 5.0 del modello precedente a un’architettura Dolby Atmos a 7.1.2 canali, resa possibile da nove trasduttori personalizzati, inclusi due driver up-firing dedicati. Una novità non da poco, dal momento che molte soundbar compatte dichiarano compatibilità Atmos affidandosi soprattutto a virtualizzazione e DSP, mentre la presenza di diffusori rivolti verso il soffitto permette almeno di tentare una componente verticale fisicamente più credibile.
Sonos dichiara anche bassi più caldi e un canale centrale riprogettato, con nuova guida d’onda, nuovo assetto meccanico-acustico e un DSP dedicato. La Beam Ultra introduce inoltre quattro livelli di AI Speech Enhancement, funzione sviluppata per migliorare la resa dei dialoghi che si affianca a quella Night Sound, pensata invece per la visione serale con una gestione più contenuta dei picchi dinamici.
La forma resta relativamente compatta, pur con una lunghezza aumentata di poco meno di dieci centimetri rispetto alla Beam Gen 2. La connettività include Wi-Fi, Bluetooth e HDMI eARC mentre manca ancora un ingresso HDMI supplementare con passthrough, limite storico di molte soundbar Sonos che può pesare per chi possiede TV con poche porte e più sorgenti fisiche. Beam Ultra resta però espandibile con subwoofer Sonos e canali posteriori, compresi i portatili compatibili grazie alle novità di Sonos 27.
Ace Ultra: cuffie finalmente integrate
Le Sonos Ace Ultra rappresentano un’evoluzione molto più mirata delle prime Ace. Questo nuovo modello over-ear, disponibile a 449 euro sempre dal 29 settembre, mantiene una collocazione premium, ma introduce un driver da 40 mm progettato internamente, dieci microfoni per la gestione del rumore e una nuova piattaforma hardware chiamata Headphone Engine 2. L’autonomia dichiarata raggiunge 35 ore con ANC attivo (cinque in più rispetto alle precedenti Ace), mentre tre minuti di ricarica rapida dovrebbero garantire fino a tre ore di ascolto.
La novità essenziale è Headphone Linking. Disponibile in accesso anticipato dal 29 settembre e inizialmente esclusiva delle Ace Ultra, la funzione collega le cuffie direttamente al sistema Sonos. Un comando può trasferire alle cuffie l’audio in riproduzione sugli speaker vicini, mentre un secondo comando può riportarlo all’impianto. Sonos parla di un funzionamento indipendente dalla presenza immediata dello smartphone, un dettaglio decisivo perché evita di cercare telefono, aprire l’app e scegliere manualmente la destinazione dell’audio. Un valore pratico ma non solo, considerando che la continuità tra home cinema, multiroom e uso personale è qualcosa che Sonos ha sempre inseguito con gli speaker, ma che fino a oggi non aveva esteso in modo così esplicito alle cuffie.
Per la cancellazione attiva del rumore, Sonos parla di un sistema Adaptive ANC più avanzato e di prestazioni superiori rispetto ad Ace sulle frequenze basse particolarmente fastidiose, con un’efficacia 2,2 volte superiore intorno ai 65 Hz e 1,8 volte superiore a 120 Hz rispetto al modello precedente.
Le Ace Ultra supportano inoltre i codec Bluetooth SBC, AAC, aptX Adaptive, aptX Lossless e riproduzione fino a 16 bit/48 kHz tramite USB-C. Offrono inoltre un ingresso analogico jack da 3,5 mm, caratteristica utile per console portatili, sistemi in-flight entertainment, sorgenti cablate e dispositivi privi di Bluetooth. L’equalizzazione adattiva promette di compensare eventuali perdite di tenuta causate da occhiali, capelli o gioielli e, a tal proposito, sono disponibili anche equalizzatori a 3 e 8 bande.
Sonos 27 al centro
Sonos 27 è la base che tiene insieme Beam Ultra e Ace Ultra, oltre a estendersi ai prodotti compatibili con l’attuale piattaforma S2. L’aggiornamento sarà distribuito gratuitamente, ma alcune funzioni resteranno vincolate a modelli specifici. Dal punto di vista dell’interfaccia, Sonos prevede una navigazione rivista con sezioni Home, System e Search nella barra inferiore, ordinamento delle stanze fissabile in alto e un controllo volume virtuale a due dita su iOS. Tornano inoltre comandi nella schermata di blocco per volume, play e pausa, mentre strumenti di diagnostica e preset sono attesi nel corso dell’autunno.
La parte più ambiziosa è l’apertura agli assistenti AI. Sonos 27voice sarà l’assistente proprietario dedicato a musica e controllo del sistema, mentre Sonos 27mcp, in arrivo in Early Access dall’8 settembre, dovrebbe invece consentire di collegare assistenti e agenti esterni, incluso ChatGPT. L’obiettivo è controllare l’impianto dall’interno di una conversazione, chiedendo ad esempio a un assistente di avviare musica in cucina, trasferirla in salotto o richiamare una selezione senza abbandonare l’ambiente software in uso. È una prospettiva interessante, ma andrà giudicata soprattutto su privacy, affidabilità delle autorizzazioni e semplicità della configurazione.
La componente Sonos Fabric introduce infine i “surround portatili”. Gli speaker Move 2 e Play potranno diventare canali posteriori quando vengono collocati nella posizione prevista, rilevando tramite ultrasuoni il proprio ruolo nel sistema e adattandosi automaticamente. La funzione richiede una coppia di speaker, non un singolo diffusore, e sarà disponibile dall’8 settembre.
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