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Blu-ray di Mulan a novembre … ma non si dice

Mulan

Rilasciato lo scorso settembre su Disney Plus – in VOD a prezzo sostenuto – Mulan uscirà in UHD negli USA a novembre. Ma Disney non lo dice

In tempi di pandemia come questi i cinema sono le prime vittime della crisi sanitaria. Sia per motivi condivisibili – vedasi il caso USA – che per dare in pasto una testa al popolo sull’altare dell’interventismo – vedasi l’Italia. Di conseguenza, un nutrito gruppo di titoli blockbusters – gli stessi che senza passaggio in sala non si ripagherebbero mai – è stato rinviato in blocco alla primavera 2021. Fanno eccezione due titoli, i quali hanno tentato un approccio su fronti decisamente opposti.

Blu-ray di Mulan a novembre ... ma non si dice

Uno è Tenet, distribuito dalla lungimirante Warner Bros, che uscito nelle sale a fine agosto ha rimediato l’onorevole cifra di 340 milioni di dollari – pur penalizzato dalla mancata distribuzione negli stati chiave USA – ed è ora pronto a rifarsi in home video. Grazie a cui si ripagherà dei costi e comunque qualcosa riuscirà anche a guadagnarla. L’altro è Mulan, esperimento “only digital” della Walt Disney.

Di Mulan – o meglio dei suoi reali incassi – poco è dato sapere, avendo la Disney secretato i dati dopo la seconda settimana in cui il film è stato proposto su Disney + alla “modica” cifra di 30$ (21.99€ per l’Europa). Una scelta punitiva per le sale, visto che il film è stato loro rifiutato eccezion fatta per il mercato cinese. Dove ha fatto comunque flop, beffa nella beffa. In pratica un mero tentativo di spremere il più possibile dal canale streaming, oltre che sondare il terreno per il futuro.

Blu-ray di Mulan a novembre ... ma non si dice

A fronte di articoli entuasistici – basati su estrapolazioni (fin troppo) euristiche degli introiti, calcolate dal numero dei download (!) dell’app Disney+ – i quali dichiarano incassi di oltre 350 milioni, alla realtà dei fatti pare il film ne abbia rastrellati poco più di 200. Che, pur volendoli considerare “puliti” stante la mancanza di intermediari, non coprono nemmeno lontanamente i 300 milioni e passa spesi nella realizzazione. Di più. Volendo essere generosi e supponendo i 350 ipotizzati siano reali, permane il flop in quanto le produzioni di titoli simili sono finanziariamente impostate per ritorni monetari ben più consistenti (tipicamente dalle 4 alle 5 volte, vedasi il miliardo e rotti realizzato da Aladdin).

Senza contare merchandising, sponsorizzazioni e pubblicità persi dalla mancata visibilità in sala. Tutti fattori che con la fredda finanza (e le trimestrali aziendali) fanno letteralmente a pugni. In mezzo a queste considerazioni oggettive, il caso dell’emissione di Mulan su supporto fisico è emblematico: nessuna news e/o press release è stata fatta da Walt Disney a riguardo, nonostante diversi siti riportino già i preorder per il prossimo 11 novembre. Non solo. Sui forum specializzati “l’aura mistica” aleggiante sulle versioni Blu-ray – usciranno o non usciranno? – pare sia stata spazzata via, dacchè i grossisti hanno già dichiarato di avere in magazzino il prodotto, del quale proponiamo qui le foto in anteprima.

Blu-ray di Mulan a novembre ... ma non si dice

Non è tutto: anche il cartone omonimo del 1998 è pronto a sbarcare, in UHD, nei negozi dalla prossima settimana. Parimenti senza alcun battage pubblicitario. Questo, ricordiamo, per quanto riguarda gli USA. Per l’Europa e l’Italia in particolare non è ancora trapelato nulla. Anche se rimane altamente probabile ci sarà un’uscita con le stesse modalità, nel qual caso ve ne daremo tempestiva notizia.

Blu-ray di Mulan a novembre ... ma non si dice

Come mai tutta questa segretezza? Fonti ufficiali lamentano le enormi difficoltà degli uffici stampa causate dal Covid. Noi puntiamo invece sul tentativo di spremere al massimo il VOD – “chi sano di mente pagherebbe ancora 30 cucuzze quando a stretto giro di posta potrà avere il disco 4K per 25″, con audio e video dieci volte migliori? – senza giocarsi comunque la fetta dei supporti fisici. Perchè, ricordiamo, per riportare l’incasso totale di un film da 300 milioni di dollari in un range accettabile serve ricorrere a tutto. Anche ai patti faustiani. Il caso “No time to die” di Apple & co docet.

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