Il produttore francese Cabasse ottiene la sospensione dei pagamenti mentre cerca investitori per garantire la continuità aziendale. Una crisi che, ancora una volta, riflette le trasformazioni in atto nel mercato hi-fi
Cabasse, storico brand francese attivo da ormai tre quarti di secolo e apprezzato per i suoi innovativi e lussuosi diffusori attivi e passivi (tra tutti l’esoterico La Sphere EVO da 140.000 ero la coppia), sta affrontando una fase particolarmente delicata dal punto di vista finanziario. L’azienda ha infatti ottenuto dal Tribunale del Commercio di Montpellier una procedura di sospensione dei pagamenti, uno strumento giuridico che concede temporaneamente protezione dai creditori mentre viene ricercata una soluzione economica per garantire la continuità operativa.
È importante distinguere questa misura da un vero e proprio fallimento. La procedura consente infatti all’azienda di guadagnare tempo per negoziare con investitori o ridefinire la propria struttura finanziaria, mantenendo nel frattempo operative le attività. Parallelamente, la negoziazione delle azioni della società sulla piattaforma Euronext Growth Paris, sospesa alla fine di febbraio, è ripresa il 13 marzo.
La storia recente del brand francese si intreccia con diversi passaggi societari. Nel 2006, Cabasse era stata acquisita da Canon, in un’operazione che puntava a rafforzare la presenza del gruppo giapponese nel segmento audio premium. Alcuni anni più tardi, nel 2014, la francese AwoX rilevò Cabasse con l’obiettivo di rilanciare il marchio puntando su sistemi audio wireless di fascia alta e riportando parte della produzione sul territorio francese. La strategia si inseriva in una più ampia visione industriale orientata alla convergenza tra hi-fi tradizionale, streaming e dispositivi domestici connessi.

Nel 2020, AwoX ha cambiato nome diventando VEOM Group, mantenendo sotto il proprio controllo diversi marchi legati alla domotica e all’elettronica di consumo, tra cui i brand Chacon e DiO. Tuttavia, anche VEOM ha dovuto affrontare negli ultimi anni una progressiva deteriorazione della situazione finanziaria. Secondo quanto dichiarato dalla stessa società, le difficoltà della controllata Cabasse hanno contribuito ad aggravare il quadro economico complessivo, portando anche VEOM a richiedere una procedura di riorganizzazione giudiziaria.
Nel comunicato diffuso dall’azienda francese, la sospensione dei pagamenti viene descritta come uno strumento finalizzato a individuare diverse opzioni per assicurare la continuità dell’attività industriale, preservare i posti di lavoro e gestire il debito accumulato. Le possibili soluzioni includono un piano di rilancio che permetta all’azienda di proseguire le operazioni grazie a nuovi capitali oppure la cessione dell’intero marchio a un nuovo proprietario.
Come sottolineato anche qui, la situazione di Cabasse non rappresenta un caso isolato nel mondo dell’audio di alta gamma. Negli ultimi anni, altri produttori specializzati hanno infatti incontrato difficoltà economiche e, tra questi, spiccano MBL, Krell Industries, Auralic e Cocktail Audio. Gli analisti del settore individuano alcune dinamiche strutturali che stanno ridisegnando il mercato dell’alta fedeltà.

Da un lato, l’ascolto musicale si è progressivamente spostato verso dispositivi portatili, cuffie e sistemi compatti. L’ecosistema dominato da smartphone e servizi di streaming ha infatti modificato profondamente le abitudini di consumo, riducendo la centralità dell’impianto hi-fi tradizionale nel contesto domestico. Dall’altro lato, il segmento dei componenti audio di qualità presenta una caratteristica come la straordinaria durata nel tempo dei prodotti che, paradossalmente, può diventare un limite commerciale.
Un amplificatore ben progettato o una coppia di diffusori costruiti con cura possono offrire decenni di utilizzo senza richiedere sostituzioni frequenti e ciò significa che il ciclo di rinnovo per molti appassionati è estremamente lungo e che la domanda rallenta.
Nel caso di Cabasse, il futuro dipenderà dalle decisioni che verranno prese durante la procedura di ristrutturazione. Il tribunale ha nominato un amministratore incaricato di valutare tutte le opzioni disponibili per garantire la continuità dell’azienda e salvaguardare l’occupazione, che coinvolge circa trenta dipendenti. Al tempo stesso, è stata avviata una ricerca formale di potenziali investitori interessati a sostenere il rilancio del marchio o ad acquisirne le attività.

Per un’azienda con oltre sette decenni di storia e una reputazione consolidata nella progettazione di diffusori avanzati, la speranza è che emerga una soluzione industriale in grado di preservarne il patrimonio tecnico e creativo, consentendo all’azione francese di continuare a occupare un ruolo riconoscibile nel panorama dell’audio europeo.
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