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Advance Paris: in esclusiva il nuovo finale X-A600 ed i nuovi pre

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Il finale X-A600 stereo.

Dopo una lunga attesa, fra un vociare di corridoio e qualche soffiata, ecco finalmente spuntare i nuovi modelli Advance Paris a componenti separati. Ve li presentiamo in esclusiva assoluta, dato che uno di questi prodotti, il finale stereofonico X-A600 da 200w, non  lo trovate neanche sul sito Advance Paris!

Advance Paris ci aveva abituato, ultimamente, ad una carrellata di nuovi modelli tuttofare e molto versati alla liquida. A parte questo, è necessario citare il grande successo, l’integrato ibrido A10 classic, un vero best seller. A fianco di questo, però, a parte gli aggiornamenti effettuati sul finale stereo X-A160 e sui mono X-A220 (ora nelle versioni EVO), mancava ancora qualcosa. In quanto a pre, infatti, Advance era ferma, fino ad ora, al mediano X-P500. Il solo a rappresentare la sezione pre della casa francese.

Un gran cambiamento: fra il nuovo X-P700, evoluzione del X-P500 ed il nuovo flagship X-P1200, la casa francese guarda in alto e strizza l’occhio a brand prima, per lei, fuori mercato.

In questo aprile 2022, infatti, si segnala l’arrivo di due preamplificatori di fasce differenti e capaci di adattarsi, ora in maniera congrua, a tutti i finali della casa.

Partiamo dal fratello minore: il pre X-P700

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X-P700 (interno). Fonte: Advance Paris.

Successore del modello 500, è un pre costruito seriamente. La configurazione, come si nota dai due toroidali che campeggiano nella sezione anteriore, è dual-mono. I canali sono, quindi, indipendenti e vantano un’alimentazione curata per la categoria (come il 500). A mutare è, però, il convertitore DAC. Non abbiamo più il chip Wolfson wm8742 del predecessore, bensì un Burr Brown PCM 1796, un chip, dunque, similare a quello già visto nel predecessore del 500, ovvero il X-preamp, il primo compagno del finale X-A160.


Molto interessanti le opportunità di setup: vi è una configurazione che replica una simil-classe A. Questa, utilizza transistor bipolari a doppia cascata, conferendo al sistema un suono ammantato di sfumature valvolari (un qualcosa di tipico per la casa francese, già nota per la sua polarizzazione high bias nei finali e integrati).  Abbiamo, poi, la modalità discreta in classe AB, strutturata tramite JFet e specchio nei bipolari. Si tratta della configurazione più tradizionale.

Abbondano, come sempre le entrate analog e digital, oltre ad USB. Per quanto riguarda le dimensioni, abbiamo H. 12 x L.43 x D.28 cm ed un peso netto di kg 6.7. Il prezzo di listino al pubblico si attesta a €1.850.

X-P1200: il pre hi-end che mancava

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X-P1200

Questo, ad essere onesti, non lo aspettavamo. In attesa di provarlo adeguatamente, questo è un preampli interessante già solo per l’alimentazione surdimensionata, la costruzione adeguatamente schermata ed il peso non indifferente di 14.2 kg.

Advance Paris si lancia nel mercato dei pre hi-end, con un prodotto che, di listino, costa €4.600. Un prezzo particolare, e rischioso: assai più cospicuo rispetto al tipico target dei pre della casa, o comunque di quelli coi quali la casa francese ha tipicamente avuto competizione; ma, allo stesso tempo, molto competitivo rispetto ai marchi più blasonati, ove spesso i pre partono da 7/8k!

In attesa di sentirlo, vediamo la scheda tecnica.

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X-P1200: l’interno. Fonte: Advance Paris.

Si tratta di un dual mono schermato e realmente diviso fra i due canali e i due alimentatori (il modello inferiore possiede alimentazioni separate, ma non vi è un’assoluta divisione elettrica). Abbiamo due trasformatori toroidali coadiuvati da 4 condensatori con capacità 12000uF/150V. L’elaborazione delle fonti digitali è affidata a un Analog Device AD1955un chip sigma-delta, specificamente pensato anche per l’elaborazione dei segnali SACD e DSD.

Il case vanta, per la prima volta nella storia del brand, una struttura compartimentata e ultra-rigida che non compare in nessuno degli altri modelli della casa.

La new-entry (in dirittura d’arrivo): il finale stereo X-A600

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X-A600 interno. Fonte: Advance Paris.

Sta per fare il suo esordio un nuovo finale medium-high level. Si tratta del modello di ingresso della casa nella sua idea di audio hi-end in quanto a finali stereo. Il telaio, come parte della circuiteria interna, ha un’aria di famiglia con l’integrato X-I1100, che però è tarato a 22ow, mentre in questo caso, la potenza ad 8ohms è di 200w.

Un frontale alto e massiccio (21cm) ingloba i nuovi VU meters e tre pulsanti argentati per l’accensione, lo switch fra i canali (a/b/a+b) e l’attivazione o meno dei meters (nei modelli XA160 e XA220 queste funzioni non ci sono). Al posteriore, la novità è costituita dai molti connettori di potenza (3 coppie fra a, b o a+b). Vi sono, poi, i soliti ingressi bilanciati o RCA, i controlli per la polarizzazione high bias per i primi watt ed il controllo della luminosità dei VU.

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X-A600: vediamo dentro.

L’alimentazione si basa su un trasformatore toroidale da 700VA e un set di 6 condensatori per un totale di 60000 μF associato ai transistor di potenza NJW0281G -NJW0302G (responsabili, in parte, del classico suono vellutato che ha reso famoso il brand). L’X-A600 fornisce 200 W di potenza per canale in AB ad 8Ω.primi watt, come detto, possono essere erogati in una simil-classe A. In caso di superamento di tal soglia, avviene il passaggio alla classe AB automaticamente. I circuiti sono separati dagli altri tramite una costruzione compartimentata che dovrebbe assicurare una schermatura efficace. Il blocco di alimentazione è, anch’esso, separato dal resto della struttura.

Un finale che, quindi, pare un’alternativa stereofonica ai due mono X-A220w (un poco più potenti) e che si pone fra l’entry level e best seller X-A160EVO ed i top X-A1200. 

Dimensioni e pesi: 43,1x21x46,4, 25kg.

Prezzo ancora riservato e data di arrivo nel nostro paese imminente… stay tuned!

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