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Multi-room: le tre piattaforme migliori per l’audio everywhere

multi-room

Se vi siete finalmente convinti a fare il grande passo verso un sistema audio multi-room per riempire di musica la vostra casa, ecco le tre piattaforme a cui guardare con più attenzione

In pochi anni l’audio multi-room è passato da una costosa fantasia a una realtà approcciabile da quasi tutti (produttori compresi). Non è infatti più necessario tirare cavi o installare complessi sistemi di controllo per inviare i vostri brani preferiti in tutta la casa. Ora, infatti, si può controllare tutto tramite smartphone e, in alcuni casi, anche solo con semplici comandi vocali.

Per di più gli speaker wireless sul mercato che supportano installazioni multi-room sono sempre più numerosi e non parliamo solo di “specialisti” del settore come Bluesound e Sonos, ma anche di brand hi-fi come Arcam, Denon e Audio Pro e di giganti come Samsung, Yamaha, Amazon, Google e Samsung. Ma esattamente cosa si intende con questo termine?

Sia che vogliate allestire un nuovo sistema audio casalingo da zero, sia che vogliate aggiornare una configurazione hi-fi esistente, multi-room significa essenzialmente utilizzare diversi speaker wireless (da due in su) all’interno delle mura domestiche. Questi comunicano tra loro e possono essere controllati tramite un’app su smartphone, tablet o PC e, in tempi più recenti, anche con la voce sfruttando i vari Alexa, Google Assistant e, in minor parte, Siri. È quindi possibile creare diverse “stanze musicali” e riprodurre la stessa traccia in tutte le stanze dov’è presente uno speaker o brani diversi in stanze diverse.


Potete quindi ascoltare musica in streaming da servizi come Apple Music, Spotify e Tidal (a condizione che abbiate sottoscritto i rispettivi abbonamenti), riprodurre la vostra musica da un dispositivo di archiviazione (NAS) connesso alla rete o da un computer o ascoltare musica in streaming direttamente dallo smartphone. Le gamme di prodotti multi-room non includono solo speaker wireless e speaker smart, ma anche soundbar, ricevitori AV, amplificatori stereo e streamer di rete. Ci sono inoltre elettroniche come il Sonos Connect che possono collegare un sistema hi-fi esistente e datato a un sistema multi-room.

Ci sono essenzialmente due modalità in cui i sistemi multi-room funzionano, ovvero creando una rete mesh o usando il Wi-Fi tradizionale. Sonos, ad esempio, sfrutta una rete di tipo mesh e ciò significa che, inizialmente connessi alla rete domestica, gli speaker Sonos formano una rete interna per comunicare con l’app di controllo. In questo modo non si utilizza il Wi-Fi di casa quando si streamma la musica e ciò tende a rendere il sistema più stabile.

La maggior parte degli altri sistemi multi-room però si connette e comunica tramite il Wi-Fi domestico. Di conseguenza l’intero sistema dipende dalle prestazioni e stabilità della rete Wi-Fi. In ogni caso si deve scaricare l’app dedicata per ciascuna marca per creare e controllare un sistema multi-room. Tutti i brand menzionati fin qui hanno la loro. Sonos ha l’omonima app (o S1 Controller per i dispositivi più vecchi), Bluesound ha BluOs Controller, Denon ha HEOS, Yamaha utilizza MusicCast, Sony si affida a Music Center, Bose utilizza SoundTouch, B&O ha l’app BeoLink e così via.

Nella maggior parte dei casi, quando si parla di multi-room, si è legati all’ecosistema di un singolo produttore e quindi non è possibile combinare ad esempio uno speaker Sonos con uno Bluesound, ma non è obbligatorio rimanere legati a un unico brand. Se infatti si vogliono combinare prodotti di marchi diversi, lo si può fare utilizzando l’app DTS Play-Fi, lo streaming tramite AirPlay 2 di Apple o il Google Chromecast integrato. Ricordiamo poi che ci sono due sottili differenze in ambito multi-room: si può infatti trasmettere audio da più sorgenti a più dispositivi e più stanze (Sonos o DTS Play-Fi) o da sorgenti singole a più dispositivi e stanze (AirPlay 2 e Chromecast). Venendo all’annosa questione di quale brand scegliere per allestire un sistema multi-room in casa, a nostro parere sono soprattutto tre i principali brand a cui rivolgersi.

Sonos

Il brand americano sta affrontando più concorrenti che mai, ma poche offerte multi-room sono complete o piacevoli da usare come la sua. Sonos come sistema ha due grandi vantaggi come l’ampia scelta e la semplicità d’uso e in tutti questi anni ha lanciato un’intera famiglia di prodotti, si è affermato con un lungo elenco di servizi di streaming e, per alcuni suoi prodotti, ha aggiunto recentemente il supporto audio lossless e hi-res (Amazon Music HD e Qobuz), per non parlare dell’aspetto dell’usabilità del multi-room.

L’annuncio che l’azienda ha interrotto il supporto per i dispositivi più vecchi a causa dell’aggiornamento del software Sonos S2 pone sicuramente degli interrogativi sulla longevità dei suoi prodotti, non ultimo perché fino a oggi Sonos è stato un “campione” del supporto a lungo termine per i suoi dispositivi, anche se quello dei device obsoleti è un problema che prima o poi affronteranno quasi sicuramente anche tutti i suoi rivali.

Audio Pro

Audio Pro è sicuramente un brand “piccolo” rispetto ad altri rivali nel mercato multi-room e in Italia non è conosciutissimo, ma l’abbiamo scelto perché il rapporto qualità-prezzo è il migliore che possiate trovare oggi sul mercato. L’azienda svedese continua ad aggiungere nuovi prodotti come il recente Addon C10 Mk11, mentre l’hub economico Link 1 trasforma un sistema hi-fi tradizionale e altri speaker Addon in un semplice sistema multi-room.

Audio Pro A26

Una novità per il 2021 è l’ottimo speaker portatile P5, mentre al momento manca nel listino Audio Pro una soundbar (c’è però il subwoofer multiroom C-Sub) e l’app di supporto non è proprio il massimo. In ogni caso fidatevi. Un sistema multi-room Audio Pro con tre speaker C5A (900 euro in totale) da controllare con la voce tramite Alexa è una vera goduria e non bisogna svenarsi per allestirlo.

Yamaha

MusicCast di Yamaha è stata una delle prime piattaforme in assoluto (con relativa app) ad aver introdotto funzionalità di streaming audio e multi-room su un’intera gamma di prodotti (la primissima incarnazione risale addirittura al 2003). Yamaha non fa dialogare tra loro solo diffusori, amplificatori, soundbar e speaker portatili dotati di MusicCast, ma è compatibile in uscita con i dispositivi Bluetooth di qualsiasi altro brand e in ricezione con le sorgenti dotate di AirPlay e AirPlay 2, permettendo di creare un vero ecosistema sonoro con gli apparecchi che popolano casa.

La gamma di prodotti compatibili MusicCast è molto ampia e spazia dai classici speaker portatili wireless alle soundbar, impianti stereofonici combinati o amplificatori votati all’hi-fi fino ai sintoamplificatori multicanale. Il WXAD-10 è poi un piccolo dispositivo dotato di ingressi audio analogici che può essere collegato in Wi-Fi o Ethernet alla rete locale e che rende compatibile con MusicCast anche i device audio più datati con ingressi RCA o Jack/mini-jack.

Ottime notizie anche per gli amanti dell’audio hi-res. Se infatti tutti i dispositivi MusicCast sono in grado di riprodurre MP3, WMA e AAC fino a 48 Khz e WAV, FLAC, AIFF e ALAC fino a 96 Khz/24 bit, alcuni spingono i formati hi-res fino a 192 Khz e supportano i file DSD addirittura fino a 5.6 Mhz, ma volendo è possibile lo streaming hi-res da Tidal e, per una quindicina di prodotti Yamaha già abilitati a MusicCast e prodotti dal 2018 in poi, anche da Amazon Music HD.

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