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Intervista a Giulia Riboli, tra le migliori suonatrici di theremin

Theremin

Uno strumento quasi sconosciuto, eppure utilizzato in molte colonne sonore

Il theremin è uno strumento musicale elettronico, stando a Wikipedia è il più antico conosciuto che non preveda il contatto fisico dell’esecutore con lo strumento, inventato nel 1919 dal fisico sovietico Lev Sergeevič Termen (noto in Occidente come Léon Theremin o Theremine). Si basa su oscillatori che, lavorando in isofrequenza al di fuori dello spettro udibile, producono, per alterazioni delle loro caratteristiche a seguito della presenza delle mani del musicista nel campo d’onda, dei suoni sul principio fisico del battimento, questa volta nel campo delle frequenze udibili.

Probabilmente lo avrete sentito in scene di horror o di fantascienza dato il caratteristico suono sibilante.

Nel 1983 Michael Jackson fece uso di questo strumento per il celeberrimo brano Thriller.

Ebbene, in Italia abbiamo una delle più grandi suonatrici al mondo di theremin: Giulia Riboli.

Intervista a Giulia Riboli, tra le migliori suonatrici di theremin
Moog Etherwave Theremin – fonte Musicstore.com

AFdigitale: Come mai l’ interesse per questo particolare tipo di strumento?

GR : È nato per caso. Nel 2008 a Vercelli al Teatro Civico, mi era stato regalato un abbonamento,  andai a vedere Morgan.  Il suo concerto era una serie di cover di De André. Con lui suonava Megahertz, il suo tastierista, che impiegava anche sintetizzatori e il theremin. Non avevo mai visto questo strumento e non lo conoscevo proprio, inoltre non avevo mai studiato musica. Il suo suono mi ha subito affascinata ma per un po’ non ci ho più pensato. Qualche mese dopo,  sempre al Teatro Civico di Vercelli, ho ascoltato Vinicio Capossela con Vincenzo Vasi che suonava anche il theremin. A quel punto ho deciso di acquistarne uno. Sono andata in un negozio di Cossato (Biella) e l’ho ordinato. Dopo circa un mese è arrivato dagli Stati Uniti: era il 22 aprile 2009. A quell’epoca non c’erano molti video su internet e Youtube era nata da poco. Contattai Vincenzo Vasi con Myspace, poi ci sentimmo telefonicamente e via email. Mi diede i primi consigli molto utili tipo: la taratura del campo elettromagnetico, che va fatta riguardo al proprio corpo, in quanto lo strumento si suona senza toccarlo ma interagendo solamente con le proprie mani e le antenne. A poco a poco ho iniziato a suonare con un piccolo gruppo in un bar e poi a suonare in altri locali della zona.

AF: Come si suona lo strumento, con uno spartito o ad orecchio?

GR: Si suona prevalentemente ad orecchio, poi chi sa leggere la musica ovviamente può eseguire uno spartito ma non è indispensabile. Bisogna soprattutto avere un buon orecchio e fare tanta pratica. Occorre farsi un’idea del campo elettromagnetico prodotto dall’apparecchio, che comunque cambia sempre, anche per la medesima persona in funzione della temperatura, umidità dell’aria, dagli oggetti che ha attorno. Ad esempio se c’è del ferro lo strumento non suona. Mi ricordo che il primo concerto in un bar lo appoggiai sopra una spillatrice di metallo e lo strumento non suonava. Poi lo spostai e riprese a funzionare. Dovetti allora informarmi meglio. Dopo aver appreso le basi fondamentali e fatto un po’ di esperienza ho iniziato a suonare come solista e collaborando con vari artisti, come il vibrafonista Davide Merlino ed il pianista Davide Calvi di Borgosesia. Un giorno vidi un video degli Ameba 4 e feci una richiesta di amicizia su Facebook; era il 2014. Il cantante Fabio Properzi era appassionato del theremin e lo aveva già utilizzato nel suo disco registrato con la Sugar di Caterina Caselli. Nel 2006 andarono a Sanremo nella categoria giovani. Mi innamorai musicalmente di lui e poi da cosa nasce cosa così abbiamo inciso un EP . Nel 2017 è uscito il nostro primo LP per un’etichetta californiana, la Magnatone Records.

AF: A novembre scorso c’è stato il centenario dello strumento, hai celebrato l’occasione?

GR: Sì nel 2019 quando abbiamo fatto uscire il nostro secondo LP “Flow”, molto apprezzato anche all’estero. In Russia per il centenario hanno fatto un concorso online per thereministi di tutto il mondo, un contest video. Ho vinto un po’ di selezioni a mia insaputa perché il mio video era stato scelto dal concorso che lo aveva preso da internet. Molte persone mi hanno conosciuto e apprezzato il mio modo di suonare. Masha Theremin, nipote dell’inventore dello strumento, ha selezionato personalmente i video dei vari artisti e li pubblicava sul sito del concorso dove tramite votazioni online si proclamavano i vincitori. Inoltre la New York Theremin Society, la società dei thereministi di New York,  ha indetto una call per inviare files audio di theremin per festeggiare il centenario. Io ho inviato un brano ed essendo stato selezionato  nel 2020 è uscito il CD per Bandcamp; ero tra le 21 persone nel mondo selezionate per l’occasione. Questo mi ha emozionato moltissimo. Quest’anno il Covid ha bloccato tutti i concerti  e quindi anche la presentazione del nostro CD. Abbiamo realizzato con il mio gruppo anche la colonna sonora di un cortometraggio di un regista barese, Vincenzo Ardito,  che si intitola “Giulia una storia qualunque”. Si tratta di un progetto di integrazione sociale girato con cinquanta pazienti psichiatrici. Il film è stato selezionato al Festival Tulipani di Seta Nera in collaborazione con  Rai Cinema, è passato su Rai Play ed altri canali.

AF: Lo strumento è molto utilizzato nelle colonne sonore.

GR: Sì soprattutto negli anni 70 era stato utilizzato parecchio nei film, nei cartoni animati, anche dai Led Zeppelin per effettistica.  Jimmy Page non sapeva in realtà suonarlo. È molto difficile suonarlo perché pochi millimetri di spostamento della mano equivalgono ad un semitono, inoltre il corpo non si deve muovere per cui bisogna stare immobili. Esistono diverse tecniche per suonarlo a seconda dei movimenti delle mani. Ho partecipato a Colmar (Francia) ad una Summer Academy tenuta da Carolina Eyck, la virtuosa tedesca,  e ho appreso da lei i movimenti delle dita della mano anziché suonare solo con il pugno.

AF: Esistono composizioni scritte per il theremin?

GR: Sì, esistono dei compositori che hanno composto brani appositi anche se lo strumento è più di contorno. Léon Theremin era un violoncellista e fisico e quando ha inventato lo strumento non esisteva ovviamente la musica elettronica. Aveva inventato altre strumentazioni elettroniche e collaborato anche ad un prototipo di quella che sarebbe poi diventata la televisione.

AF: Progetti futuri?

GR: Sono stata contattata dal TG1 per la rubrica “Persone” del sabato mattina e a settembre dovrebbero intervistarmi, Covid permettendo. Sta crescendo l’interesse intorno a me.

AF: Auguri allora!

 

 

 

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