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Cuffie wireless o cablate? Questo è il problema…

Amplificatori per cuffie

Le cuffie wireless non vi convincono ancora perché temete prestazioni audio non all’altezza? Non potreste vivere senza la cancellazione attiva del rumore? Wireless o non wireless? Vi rispondiamo noi

Volenti o nolenti, la tendenza del mercato delle cuffie (e ancor più delle auricolari) si sta spostando verso il wireless, ovvero verso la connettività Bluetooth. D’altronde l’implementazione di questa tecnologia costa sempre meno e i progressi tecnologici e prestazionali degli ultimi anni in questo campo hanno avvicinato alle cuffie wireless anche i più scettici, che fino ad ora si erano tenuti fuori spaventati dalla modesta qualità audio (il cavo è sempre il cavo) e dal pensiero fisso di dipendere da una batteria e quindi da continue ricariche.

In effetti le odierne cuffie Bluetooth top di gamma sono dei piccoli capolavori di innovazione (si pensi solo all’importanza della cancellazione del rumore, ad autonomie di decine di ore e all’effettiva qualità audio), ma nonostante qualsiasi produttore audio e non (Apple docet) abbia in catalogo cuffie e auricolari wireless, c’è ancora chi non è pronto ad abbandonare i tradizionali modelli cablati. Entrambe le tipologie di prodotti hanno infatti pro e contro e noi vi proponiamo quelli che ci sembrano ad oggi i più significativi.

Cuffie cablate: il meglio non si cambia

Cuffie wireless
Cuffie planari Audeze

C’è poco da fare. A parità di prezzo e non solo (e meglio ancora se collegate a un amplificatore dedicato), le cuffie cablate offrono una resa qualitativa superiore a quelle wireless e, con i giusti componenti di supporto, permettono anche di godere al 100% dell’audio in alta risoluzione; cosa che nemmeno le migliori cuffie wireless del momento e nemmeno i codec più avanzati (che rimangono sempre e comunque “lossy”) riescono per ora a fare. E non dimentichiamo che le cuffie più lussuose, prestigiose e bramate al mondo sono modelli cablati e non certo le AirPods Pro di Apple o le WH-1000XM4 di Sony, che pur eccellono nel loro segmento.

E che dire del discorso batteria? È vero che al giorno d’oggi le cuffie wireless (e non per forza top di gamma) assicurano di media 20-30 ore con una carica (che non sono certo poche), ma visto che tra smartphone, tablet, laptop, smartwatch e smartband quello della ricarica rischia di diventare un vero e proprio incubo semi-giornaliero, almeno per le cuffie c’è chi non ne vuole sapere di dover dipendere da batterie ricaricabili, che nel caso degli auricolari sono unità piccolissime destinate a un’aspettativa di vita estremamente bassa (oggi riuscite ancora a utilizzare i primi AirPods per più di un’ora?).

Altro punto a favore delle cuffie cablate è il prezzo. Certo, abbiamo appena detto che le cuffie più costose al mondo sono quelle a cavo, ma se si va a prendere una fascia di prezzo molto più bassa (diciamo dai 50 ai 100 euro), puntare su un modello Bluetooth al posto di uno cablato significa quasi sempre sia spendere qualcosa in più, sia dover rinunciare a qualcosa in termini di qualità audio, materiali e specifiche tecniche. E quei soldi che si risparmiano con il modello cablato potrebbero essere spesi per pagarsi parte dell’abbonamento a un servizio in streaming o di un amplificatore/DAC portatile.

E infine c’è da considerare l’affidabilità. Non solo le cuffie wireless hanno molti più componenti al loro interno che potrebbero rompersi (e con un utilizzo in portabilità le cadute e gli urti sono frequenti), ma quelle cablate non si portano dietro tutti i limiti ancora insiti nel Bluetooth tra disconnessioni, difficoltà saltuarie nel pairing e possibili interferenze con altri dispositivi Bluetooth: tutti limiti che nel caso degli auricolari true wireless si fanno sentire ancora di più.

Cuffie wireless: le voglio!

 

Ovviamente anche le cuffie Bluetooth hanno i loro pro, anche perché se non si spiegherebbe il loro incredibile successo e la presenza di modelli in qualsiasi fascia di prezzo (dai 20 fino ai 700 euro). Certo, c’è sicuramente una componente dovuta al trend e alle mode (soprattutto dei più giovani), ma è indubbio come nel 2021 le cuffie wireless abbiano acquisito una maturità impensabile fino a 6-7 anni fa.

Cominciamo innanzitutto con il fattore comodità. Essere slegati da un cavo (per quanto lungo sia) significa avere molta più libertà di movimento, non rischiare di rompere il cavo stesso, ascoltare musica anche in un’altra stanza rispetto a quella dove abbiamo posizionato amplificatore, giradischi e lettore CD. Ma significa anche poter correre e fare sport ascoltando musica senza cavi tra i piedi, senza contare che ormai moltissimi smartphone non integrano più il jack da 3,5mm ma fanno affidamento solo sul Bluetooth. È poi vero che un adattatore USB-C o Lightning da pochi euro risolve le cose, ma è sempre un qualcosa in più che va a frapporsi tra le cuffie e la sorgente audio.

Finora abbiamo insistito molto sulla supremazia qualitativa delle cuffie cablate (che rimane indiscutibile), ma negli ultimi tempi la connettività Bluetooth ha fatto balzi da gigante nella larghezza di banda disponibile, permettendo l’arrivo di codec come LDAC e aptX HD che (con cuffie e sorgenti audio compatibili) assicurano una qualità di tutto rispetto pur restituendo un’esperienza audio con perdita di dati e non ancora del tutto lossless. Proprio l’aptX Lossless da poco annunciato da Qualcomm, con la sua promessa di un vero audio wireless con qualità da CD senza alcuna perdita di dati, potrebbe però cambiare le carte in gioco, anche se per saperlo con certezza dovremo aspettare i primi prodotti con a bordo questo nuovo codec.

Momentum 2.0 Wireless

La stessa stabilità del segnale, grazie soprattutto all’avvento Bluetooth 5, è migliorata enormemente rispetto solo a due o tre anni fa e con essa anche la portata del segnale, nonostante certi auricolari true wireless siano ancora soggetti a problemi di sincronizzazione tra di essi e con la sorgente audio. Parliamo insomma di una categoria di prodotti finalmente matura dopo anni di incertezze e di “tentativi” non proprio riuscitissimi e lo si vede anche dall’autonomia. Che se da un lato rimane comunque una discriminante di qualsiasi dispositivo wireless a batteria, dall’altro ha raggiunto livelli di tutto rispetto, con modelli recenti che si avvicinano persino alle 60 ore di funzionamento con una carica.

E che dire di una funzione oggi sempre più irrinunciabile come la cancellazione attiva del rumore? Interesserà poco o nulla all’audiofilo abituato ad ascoltare musica solamente in casa e lontano da qualsiasi rumore molesto, ma chi non ha questa fortuna o ascolta spesso musica fuori casa quando è in movimento (in strada, su un treno o un aereo), una cuffia wireless con ANC (Active Noise Cancellation) può fare una differenza enorme e assicurare un ascolto molto più piacevole. E non dimentichiamo infine che alcune cuffie wireless hanno comunque un ingresso jack da 3,5mm per trasformarle all’occorrenza (batteria a zero) in cuffie cablate. Vi sembra poco?

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