Andrew Jones lancia Jones and Cerreta, un nuovo brand premium che debutterà il mese prossimo ad AXPONA 2026 con un diffusore da pavimento a driver concentrico e field coil
Pochi progettisti hi-fi possono vantare un’impronta così trasversale e riconoscibile come Andrew Jones. Dopo aver contribuito in modo determinante allo sviluppo di diffusori iconici per KEF (il driver concentrico Uni-Q), Pioneer (TAD Reference One), ELAC e più recentemente MoFi Electronics, l’ingegnere britannico torna sotto i riflettori con un progetto che segna una discontinuità importante rispetto al passato. Jones and Cerreta è la nuova azienda co-fondata da Jones e punta a ridefinire il rapporto tra rigore tecnico, identità estetica e percezione del valore nel segmento high-end.

Il debutto ufficiale del brand è fissato il mese prossimo in occasione della fiera AXPONA 2026 di Chicago, uno degli appuntamenti più rilevanti per l’audio di alta gamma nel mercato nordamericano durante il quale Jones mostrerà in anteprima mondiale la sua nuova creatura.
Accanto a Jones in questa nuova avventura troviamo i co-fondatori Jamie Cerreta, figura con una lunga esperienza nell’industria musicale e nella gestione dei diritti editoriali, e Bill Cerreta (anche CEO), ingegnere elettronico con un background consolidato nel settore tecnologico e infrastrutturale. Una combinazione di “cervelli” che suggerisce un approccio esteso all’intero ecosistema della riproduzione musicale, dalla produzione in studio fino all’esperienza d’ascolto domestica.
Le prime (e pochissime) informazioni disponibili parlano di un prodotto che rompe con alcune convenzioni consolidate. Il diffusore di debutto di Jones and Cerreta sarà un modello da pavimento, ma ciò che cattura immediatamente l’attenzione è l’adozione di un driver concentrico abbinato alla tecnologia field coil. Il primo elemento richiama direttamente il percorso professionale di Jones per il lavoro svolto con i trasduttori coassiali, noti per la loro capacità di garantire coerenza temporale e una dispersione più controllata. Il secondo elemento introduce una variabile decisamente meno comune nel panorama contemporaneo.

Il field coil rappresenta una soluzione storicamente rilevante ma oggi confinata a produzioni di nicchia. A differenza dei sistemi basati su magneti permanenti, qui il campo magnetico viene generato da un elettromagnete alimentato esternamente. Questo implica un controllo più diretto e potenzialmente più preciso delle condizioni operative del driver, con effetti tangibili su dinamica, risposta ai transienti e stabilità del comportamento elettromeccanico. Questo design però comporta anche complessità progettuale, necessità di alimentazione dedicata e costi significativamente superiori.
L’aspetto più interessante non è tanto l’adozione della tecnologia in sé, quanto il modo in cui viene integrata in un sistema che, almeno sulla carta, si discosta dalle tipiche applicazioni viste in modelli a tromba o single-driver. L’idea di inserire un driver concentrico a field coil in un diffusore da pavimento suggerisce infatti una volontà di esplorare nuove architetture ibride, con possibili implicazioni sulla scalabilità della piattaforma e sull’eventuale sviluppo di una gamma prodotti più ampia.

Un altro elemento di rottura riguarda il posizionamento estetico. Se gran parte del lavoro precedente di Jones era orientato a massimizzare il rapporto qualità-prezzo, spesso con un design funzionale e privo di concessioni, Jones and Cerreta sembra voler integrare una dimensione più marcata sul piano visivo. Questo non implica un compromesso sul fronte acustico, ma piuttosto un ampliamento del target verso un pubblico che considera il diffusore anche come oggetto d’arredo e dichiarazione di stile.
Il contesto competitivo in cui si inserisce il neonato brand è però molto complesso. Il segmento high-end è infatti già popolato da brand che hanno fatto della sperimentazione sui trasduttori e dell’uso di tecnologie non convenzionali il proprio tratto distintivo. La credibilità tecnica di Jones rappresenta senza dubbio un vantaggio significativo, ma forse non sufficiente da sola a garantire il successo commerciale.

Fatto sta che non vediamo l’ora di scoprire qualcosa di più su questa nuova “torre”, di cui torneremo sicuramente a parlare il mese prossimo non appena conosceremo tutti i dettagli.
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