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King Arthur – Il potere della spada [UHD]

King Arthur

King Arthur, ambizioso kolossal avventuroso firmato dall’inventivo Guy Ritchie, approda infine su un Blu-ray Ultra HD caratterizzato da un video “particolare” ed un audio di gran impatto.

Inghilterra, medioevo. “Meglio se ci arrendiamo” suggerisce il pavido Vortigern (Jude Law) all’agguerrito fratello Uther Pendragon (Eric Bana), all’apice della battaglia contro il malvagio mago Mordred ed i suoi seguaci. Ma il prode condottiero nonchè sovrano di Camelot non lo sente, assordato probabilmente dal volume della musica nella colonna sonora, dacchè parte lancia in resta e con un’azione spettacolare decima i nemici uccidendo pure il mago invasore. Vistosi umiliato, consumato già da tempo dall’invidia e dalla gelosia, Vortigern chiede aiuto alle streghe del mare le quali, ad un altissimo prezzo, lo aiutano nell’uccisione del fratello e della di lui consorte, reclamando quindi a se il trono. Il figlioletto di Uther, tuttavia, riesce a scampare l’eccidio e fuggire a Londinium ove sarà allevato in un postribolo (!), pronto a reclamare trono e vendetta al momento giusto.

King Arthur

Anticonvenzionale ed assordante versione del ciclo di Artù, firmata dall’ex signor Madonna Guy Ritchie, il quale, forte del suo particolarissimo stile “attualistico”, dipinge un personalissimo “percorso dell’eroe” ambientato nei sobborghi malfamati e costellato di comprimari che fanno a gara su chi sia il più grezzo. Se infatti da un lato abbiamo un protagonista cresciuto ed “educato” in un lupanare, che la regalità non sa nemmeno dove stia di casa, dall’altro troviamo un villain con forti tendenze sociopatiche, pronto a tutto per un trono che nemmeno sa come gestire.

Nel mezzo di tutto questo trovano collocazione diversi altri bizzarri personaggi, culminanti in una maga (la quale dovrebbe supplire al ruolo di Merlino, supponiamo) dal carisma pari quello di un salice piangente, capace di un numero di espressioni uguale alle cifre del codice binario.

King Arthur

Eppure, nonostante qualche intoppo narrativo, il film funziona. Sarà l’approccio “grezzo” unito all’ironia contemporanea, che già aveva dato ottimi risultati nei due Sherlock Holmes, o forse la storia rivisitata mischiando elementi shakespiriani (gli spunti amletici e di McBeth sono piuttosto lapalissiani), sta di fatto che le oltre due ore passano piacevolmente, sebbene l’uso esasperato del ralenty e la musica assordante piazzata un po ovunque potessero essere limitati, se non altro per amor di chiarezza. Per gli amici sportivi segnaliamo infine anche un cameo di David Beckam, amico di lunga data di Ritchie. Un premio a chi lo distingue dalle rocce della scenografia.

Un vero peccato il film sia risultato un flop, nonostante qualche ingenuità di fondo, l’innovativo approccio avrebbe meritato ben più successo.

Video

King Arthur proviene da un DI2K, ne consegue come la risoluzione finale del Blu-ray Ultra HD sia frutto di un upscale. Riguardo la resa del quadro video va fatta una doverosa premessa. La tipologia delle riprese è, in effetti, piuttosto “anomala”. Da quanto visionato, a Guy Ritchie e al suo direttore della fotografia John Mathieson piace molto riprendere le scene “inondandole di luce”, sia nelle ambientazioni all’aperto che, ove possibile, in quelle scure ed al chiuso. Questo determina una certa morbidezza nell’impostazione fotografica e nel relativo dettaglio, “piallato” letteralmente via assieme ai contorni dei soggetti “inondati”.

King Arthur

E’ il caso di molte delle ambientazioni diurne di Londinium e delle location nelle grotte, ove gli stessi incarnati virano drammaticamente ad un bianco quasi irreale (si direbbe cadaverico) mostrando nel contempo un dettaglio scarso, per non dire nullo, specialmente nei primi piani. La cosa non si ferma qui. Questa caratteristica “affligge” anche gli sfondi e parimenti una gran parte della CGI, ove, specialmente nella battaglia iniziale contro Mordred, finisce per provocare delle sfocature periferiche quasi disturbanti.

La saturazione cromatica segue ovviamente di pari passo;  ove ci si aspetta un contributo dall’aumentata componente colore si finisce per rimanere delusi, dacchè generalmente la resa risulta molto desaturata. L’HDR, in questi momenti, non fa che “peggiorare” la situazione, visto che l’effetto del contrasto aumentato finisce per appiattire ancora di più la resa dei colori.

King Arthur

La resa del video è quindi costantemente sottotono? Non sempre, in effetti. Queste modalità interessano quasi esclusivamente l’incipit, le scene di Londinium nella prima parte del film e, parzialmente, le ambientazioni nelle foreste. Quando l’azione si sposta sui set scozzesi (le terre proibite) la resa cambia decisamente in meglio. I colori si caricano in maniera significativa, basti osservare la resa del mantello blu della maga durante il viaggio di Artù verso il covo della resistenza, le sfumature nelle panoramiche sui laghi e sulle colline ci ricordano finalmente perchè l’HDR sia stato introdotto e anche i dettagli sui volti inziano ad assumere la dovuta porosità.

Incredibile a dirsi, eppure la parte che denota la resa video migliore è ambientata di notte, trattandosi del momento in cui Artù affronta i suoi demoni all’interno delle terre proibite. Venuta meno l’invadente illuminazione indiscriminata, il dettaglio salta improvvisamente fuori all’interno di un ottimo contesto di basse luci, con la vegetazione, le pietre e il volto di Charlie Hunnam a testimoniare la necessità quasi fisica del supporto Blu-ray Ultra HD. Non ci si ferma qui, tuttavia.

La situazione continua a rimanere di alto livello anche nelle parti successive, specialmente nelle sequenze dell’attentato e della fuga, le quali, pur trovando ambientazione in pieno giorno nella city, non vengono stavolta “afflitte” dalla bizzara scelta fotografica iniziale. Segno che l’intera impostazione potrebbe benissimo essere una visione artistica funzionale alla narrazione, magari per rendere “visiva” l’evoluzione del “cammino dell’eroe”: tanto “offuscata” inizialmente, quanto “chiara” nel seguito.

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Da qui in poi la resa del video rimane molto elevata, raggiungendo l’apice durante il concitato epilogo. Nello scontro finale, il cavaliere demoniaco è “scolpito” davvero in modo netto, dettagliato e cromaticamente “diabolico”, con fiamme avvolgenti ben sfumate e cariche. Anche i volti e gli sfondi acquistano tridimensionalità, oltre che compattezza, cosa inizialmente non presente. Una situazione paradossale, che vede per la prima volta un quadro video ottimale ottenuto nelle scene meno illuminate in assoluto. Quasi un riassunto stesso dell’approccio cinematografico di Guy Ritchie.

Una nota riguardo la compressione infine. Il film ha una durata generosa ed include diverse tracce audio (molte HD), ragion per cui il rischio di avere impatti negativi sul video esiste. In effetti, tralasciando certi effetti “granulosi” visibili nella prima parte (il cielo durante l’attacco degli elefanti), la cui motivazione può anche ascriversi all’anomala impostazione visiva globale, c’è qualche passaggio in cui l’immagine tende a mostrare degli artefatti.

Il momento più evidente è il veloce primo piano della mano di Jude Law durante l’estrazione di Excalibur. Altri accadimenti sono sporadicamente presenti, principalmente nelle ambientazioni all’interno del covo della resistenza e durante i dialoghi di Vortigern con le streghe del mare.

King Arthur

Audio

King Arthur giunge in versione Blu-ray Ultra HD forte di una traccia lossless italiana, codificata in DTS-HD Master Audio 5.1, dalla resa davvero notevole. L’impostazione dell’audio vede un forte predominio del fronte anteriore, nel quale le musiche la fanno letteralmente da padrone (forse troppo, in alcuni frangenti). Il risultato è un quadro sonoro estremamente dinamico, con una gamma molto ampia ed un canale LFE decisamente sopra le righe.

Già dall’incipit, con l’attacco degli elefanti, si possono apprezzare i profondi “tonfi” provocati dalla loro marcia, ripetutamente sottolineati con forti apporti di basse frequenze. In aggiunta, le musiche riprodotte durante la carica di Uther denotano parimenti un grosso lavoro a carico del sub, del resto molto ben sostenuto anche da tutti i diffusori principali. I dialoghi sono decisamente centralizzati, profondi e riprodotti con un’ampio range di frequenze; per capirsi, siamo molto vicini ai lidi già testati qualche settimana fa con i guardiani della galassia. La dinamica sonora si mantiene su altissimi livelli e con caratteristiche analoghe pressochè lungo l’intero film.

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La spazialità del suono, invece, è limitata dal mix originale, che sfrutta a dovere i diffusori solo in alcuni specifici frangenti. L’utilizzo intensivo dei surround è concentrato praticamente in quattro sezioni: l’inizio con l’attacco di Mordred, l’ambientazione nelle terre selvagge, la fuga dopo l’attentato ed ovviamente  l’epilogo. In tutti questi momenti il suono è ben direzionato, con buoni effetti di panning che accompagnano i tipici elementi di film del genere (freccie, fendenti ecc); l’immancabile Neural:X aggiunge come al solito un’ottima emulazione del fronte posteriore e dei canali top, basti ascoltare lo scontro all’interno della scuola di arti marziali per finire avvolti dai sibili e dagli uccelli in volo. L’aumento della spazialità data dall’emulazione è apprezzabile sebbene meno “precisa” di quanto sentito in altri casi.

King Arthur

Venendo ora alla traccia originale, abbiamo inaspettatamente riscontrato per il Dolby Atmos inglese una gamma dinamica decisamente ridotta rispetto al DTS-HD nostrano. Le principali scene concitate nonchè gli interventi musicali messi a confronto, infatti, hanno palesato come per l’inglese sia il contributo LFE che quello dinamico in generale siano piuttosto sottotono.

Un ulteriore raffronto sulle stesse scene è stato fatto con le altre tracce presenti, in particolare i Dolby Atmos tedesco e francese nonchè il Dolby Digital spagnolo. Siamo rimasti piuttosto sorpresi come, per dinamica e impatto di volume generale, tutte le tracce Atmos presenti nel disco risultassero decisamente inferiori al DTS-HD, avvicinandosi piuttosto alla resa del “basico” Dolby Digital spagnolo.

Questa “peculiarità” è alquanto strana, per sua stessa genesi la colonna Dolby Atmos dovrebbe “basarsi” sul medesimo mix 5.1 (7.1 in questo caso) di base delle colonne multicanale, motivo per cui non è spiegabile un decadimento di gamma dinamica così marcato, in una codifica compressa comunque senza perdita, se non per qualche anomalia del mix originale. Sappiamo che spesso però, per le colonne Atmos, viene fatto un mix di base (il cosidetto contenuto “bed”) completamente a se stante, onde bilanciare i livelli delle installazioni cinematografiche, il cui elevato numero di diffusori richiede sulla carta meno decibel, a parità di spazio.

Tale mix, tuttavia, funziona regolarmente in una sala cinematografica con 64 diffusori surround contemporanemante all’opera, mentre magari può risultare “sottodimensionato” quando ci spostiamo in un ambiente domestico ove i diffusori, ben che vada, sono solo otto.

King Arthur

Pur “azzoppata” nella dinamica, la traccia inglese rimane tuttavia un riferimento per quanto riguarda la spazialità del suono. Nelle stesse scene di riferimento in cui abbiamo testato il DTS-HD italiano abbiamo potuto apprezzare che, mentre quest ultimo (tramite il Neural:X) ricostruisce una tridimensionalità a volte “confusionaria”, l’Atmos originale piazza invece effetti “secchi” e localizzati in modo molto preciso.

Si ascolti ad esempio, nell’incipit, il colpo di proboscide dell’elefante. Se in italiano viene “spalmato” equamente tra i back surround e il top posteriore destro, in inglese è piazzato solo sui top posteriori e, in parte, sul surround sinistro. Stesso discorso per l’altra scena di riferimento sonoro, lo scontro all’interno della palestra. Qui, ad un “livellato” uso di back e top surround nel volo di frecce ed uccelli in DTS-HD, si contrappone un preciso panning surround-top-surround in Atmos.

Alla fin fine, abbiamo un’eccellente traccia italiana, ricca di dinamica e coinvolgimento ma “limitata” in spazialità, contrapposta ad una inglese dal suono eccezionalmente localizzato, ma con la dinamica “piallata” verso il basso. Un’ evenienza mai capitataci prima, a dire il vero.

King Arthur

Extra

I corposi contenuti extra sono stoccati interamente sul Blu-ray 2D e constano di:

  • Arthur with swagger. Intervista al protagonista Charlie Hunnam e ad altri membri del cast riguardo il mito di re Artù.
  • Sword from the stone. Making of del film, presentato attraverso contributi di attori, regista e membri della troupe.
  • Perry & Bleed. Speciale sull’addestramento del cast nei combattimenti con la spada.
  • Building on the past. Approfondito contributo riguardo la ricostruzione e il design dei set, tra storicità romana e classicità medievale.
  • Inside the cut: the action in King Arthur. Making of delle scene più spettacolari ed impegnative, attraverso interviste e riprese dirette sul set.
  • Camelot in 93 days. Diario di produzione dei 93 giorni in cui sono avvenute le riprese del film
  • Legend of Excalibur. Il design, la creazione e la produzione della leggendaria spada usata poi sul set.
  • Scenic Scotland. Un tour attraverso la Scozia e i luoghi reali utilizzati come set di King Arthur.

 

TESTATO CON: Videoproiettore JVC Rs400 e UHD player Oppo UDP-203

Blu-ray Ultra HD disponibile su dvd-store.it

King Arthur – Il potere della spada [UHD]
8 Recensione
Pro
Audio italiano in DTS-HD MA
Gamma dinamica prorompente
Audio inglese con spazialità estesa
Extra corposi
Contro
Immagine a tratti morbida
Audio italiano non Dolby Atmos
Audio inglese con gamma dinamica ridotta
Riepilogo
Titolo originale: King Arthur Legend of the sword
Prodotto da: Warner Bros Pictures
Distribuito da: Warner Home Video
Durata: 126'
Anno di produzione: 2017
Genere: Avventura
Regia: Guy Ritchie
Interpreti: Charlie Hunnam, Jude Law, Àstrid Bergès-Frisbey, Eric Bana, Djimon Hounsou
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Supporto: BD66 + BD50
Aspect Ratio: 2.35:1
Codifica Video: HEVC/ H.265 4K (2160p) || MPEG-4 AVC (1080p)
Audio: Inglese, Francese, Tedesco Dolby Atmos
Italiano DTS-HD Master Audio 5.1
Inglese, Ceco, Polacco, Russo, Spagnolo, Ungherese, Tailandese Dolby Digital 5.1 (448 kbps)
Sottotitoli: ita, ing, fra, ted, cin, cec, dan, ola, fin, ung, kor, nor, pol, por, rus, spa, sve, tai, ara
Qualità artistica
Video
Audio italiano
Audio originale
Extra
Il giudizio di AF

King Arthur

  • Alessandro Mori

    Stesse mie impressioni riguardo l’audio. Per impatto e dinamica la differenza è tanta a favore del italiano. Sembra che le posizioni si siano invertite. Davvero inconsueto. L’inglese invece ha più spazialità, anche se non così marcata. Forse per l’uso domestico è preferibile il DTS-X al Atmos?

  • Giuseppe Alba

    Non ho visto questo film al cinema ma ero a conoscenza della fotografia scelta per questo film.. Lo prenderò per l’audio perché merita.. Qualcuno dice che questo film è una boiata…. Non credo che lo sia ma almeno rispetto alle altre boiate qui ha almeno l’audio in Dts-HD Master Audio

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