AF Focus Featured home Mercati Notizie

McIntosh Group nuova acquisizione: i retroscena

mcintosh
Finale stereofonico MC312

McIntosh Group, che consta, oltre al resto,  dell’omonimo brand hi-end e del marchio italiano Sonus faber, è andato incontro, negli scorsi giorni, all’ennesima acquisizione. I franco-italiani di LBO France/Yarpa, cui apparteneva McIntosh dal 2014, hanno ufficializzato il passaggio dello storico brand alla compagnia finanziaria texana Highlander Partners. In seno alle strutture organizzative interne dei due brand hi-fi, Mc e Sonus, non sono attese radicali trasformazioni al momento. Vediamo i passaggi della trattativa e cosa ci attende in futuro.

Ci sono aziende che restano nelle mani di una singola proprietà per la grande parte della loro storia. Questo, spesso, capita anche in presenza di ramificate corporazioni. Non è il caso di McIntosh Group, che oggi consta dell’omonimo brand hi-end e dell’italianissima Sonus faber (dopo la cessione dell’altro storico marchio Audio Research). McIntosh, infatti, ben prima che venisse costituita una società utilizzando il suo nome e che fossero integrati altri produttori dentro essa, aveva cambiato proprietà una moltitudine di volte, finendo addirittura nelle mani giapponesi!

McIntosh
Il recente finale mono MC3500 MKII valvolare (2021).

Quello di McIntosh, ad ogni modo, in termini finanziari, è il classico esempio di azienda dalle solide caratteristiche economiche e commerciali. I risultati sono confortanti, in particolare dal 2014 ad oggi, grazie soprattutto al successo incontrato nel mercati emergenti in Oriente. Si sa: quando un prodotto aumenta di valore ed alle spalle la compagnia proprietaria ha in mente altri obiettivi, la via maestra è una sana e remunerativa cessione.

È proprio questo il caso di Mc. Brand in salute (da citare il parallelo successo di Sonus, ancora una volta in grande scalata in Oriente, come abbiamo riportato nella nostra recente intervista), quindi valevole d’essere venduto.


Le coordinate dell’acquisizione

Riportando le parole del comunicato ufficiale della compagnia franco-italiana LBO France/Yarpa, la trattativa è espressa in questi termini:

«LBO France, società leader nel settore del private equity, insieme a Yarpa (holding di investimento italiana), ha annunciato oggi la vendita di McIntosh Group ad Highlander Partners.
Il Gruppo McIntosh è da decenni leader nel settore degli impianti audio domestici di alta gamma e oggi produce e distribuisce a livello mondiale i migliori amplificatori, altoparlanti, giradischi e altri prodotti audio con diversi marchi prestigiosi. Il Gruppo è rappresentato dai leggendari marchi McIntosh e Sonus faber, noti per l’incomparabile design, la qualità dei prodotti e l’esperienza di ascolto garantita ai
consumatori».

McIntosh Group: una storia complessa

McIntosh
Il possente integrato MA12000 ibrido (2021).

La prima volta che lo storico marchio americano lasciò la natia America fu nel 1990. La compagnia giapponese Clarion, specializzata in car-audio cercava un brand d’alto lignaggio per garantire maggiore blasone alla propria produzione e acquisì Mc. Gli anni giapponesi continuarono anche dopo la cessione a D&M, avvenuta nel 2003. Anche in questo caso, ovviamente, si tratta di una compagine giapponesissima.

Gli anni giapponesi di Mc segnarono l’introduzione, per la prima volta, delle componenti HT multicanale e car-audio, terreni inesplorati precedentemente. Tale impronta rimane ancora oggi, con la recente collaborazione avvenuta con FCA (Jeep e Maserati). In passato si ricordano le collaborazione con Ford (era Mc l’impianto audio dell’iconica supercar Ford GT del 2005) e Subaru.

mcintosh
L’iconica Ford GT I serie (2005), equipaggiata con sistema audio McIntosh.

È del 2012 l’acquisizione di McIntosh, ancora solo marchio e non “group” da parte della cordata italiana Fine Sounds di Milano, controllata dalla società italiana Quadrivio. Nel 2014, poi, una cordata manageriale interna a Fine Sounds fece un buyout della stessa, acquistandola da Quadrivio.

Proprio nell’ambito di questo passaggio, la compagnia (che constava di Sonus faber – già di Quadrivio dal 2007, e Audio Research – dal 2008 e poi venduta nel 2020), è ribattezzata McIntosh Group e ritorna a New York.

La convulsa vicenda non si ferma, e lo stesso 2014 vede la cordata italiana Yarpa e la francese LBO France acquisire i capitali di maggioranza del neonato gruppo Mcintosh.

Giungiamo, dunque, al giugno 2022, con la cessione del gruppo, ormai composto solo da Mc e Sonus e dalla rete di distribuzione di brand quali Rotel, Pro-ject e Bassocontinuo in USA, alla compagnia d’investimento Highlanders. Si tratta, è bene specificare, di una realtà generalista, attiva su più asset, con una solida esperienza alle spalle e più di 2 miliardi di dollari di capitali gestiti.

Chiudiamo con le parole di LBO France:

«Siamo orgogliosi di aver partecipato alla costruzione del gruppo McIntosh, al fianco di un fantastico team di gestione. Negli ultimi anni abbiamo registrato grandi successi, come i contratti Jeep e Maserati, e una performance finanziaria convincente, che ha permesso al Gruppo di rafforzare la sua leadership sul mercato. McIntosh è ora in una posizione ideale per continuare la sua strategia di crescita in futuro».

Speriamo che sia così e che gli occhioni blu tornino nei nostri negozi al più presto, dal momento che la loro mancanza sta iniziando a farsi sentire fra pubblico ed esercenti.

© 2022, MBEditore – TPFF srl. Riproduzione riservata.

Vuoi saperne di più? Di' la tua!

SCRIVICI


    MBEditore network

    Pin It on Pinterest