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PlayStation 5, la prova: ma senza una TV 4K non vale la pena

Abbiamo finalmente avuto modo di provare a fondo (comprandola in negozio) la PlayStation 5. In questa recensione vi racconteremo i tutto ciò che c’è da sapere sulla nuova ammiraglia di casa Sony.

Meglio tardi che mai. Già perché anche per noi del settore è stato davvero difficile riuscire a mettere le mani su PlayStation 5, che continua ad essere oggetto del desiderio per moltissimi videogiocatori.

Ad oggi, infatti, la console è ancora introvabile. Sony ha promesso l’arrivo di altre 3,5 milioni di console entro la fine di marzo, un numero che non sarà sufficiente a soddisfare l’enorme richiesta, e che dunque lascerà scontenti molti di voi. Detto ciò, passiamo finalmente alla nostra prova.

La Console

PlayStation 5 è ingombrante, su questo non c’è dubbio, per noi però non risulta esagerata. All’interno della confezione troviamo il nuovo controller DualSense, un cavo USB Tipo-A/Tipo-C per la ricarica del controller, un cavo HDMI 2.1 “High Speed” , il cavo dell’alimentazione, la console, la base in plastica e la manualistica del caso. Nota negativa sono i soli 667 GB liberi sull’SSD.

Il prezzo? La versione All Digital costa 399 euro, quella dotata di lettore Blu-Ray costa invece 499 euro. A nostro parere il prezzo è estremamente competitivo per ciò che la console ha da offrire, è impossibile infatti costruire un PC dalle medesime prestazioni allo stesso prezzo. Senza considerare che il nuovo controller DualSense vale da solo 70 euro.

Detto ciò, a nostro parere non ha senso acquistare una PS5 se non si intende accoppiarla con un televisore/monitor in 4K. Con la Next-Gen tutto ruota intorno a questa risoluzione, dall’interfaccia ai giochi (sia quelli PS5 nativi che le versioni ottimizzate dei titoli PS4) e non collegare la console ad un pannello 4K equivale a non sfruttare le sue capacità.

Le prestazioni

Onestamente a riguardo non c’è molto da dire. I pochi giochi nativi per PS5 disponibili (ci riferiamo in particolare a Spiderman: Miles Morales e Demon’s Souls) girano in maniera impeccabile. Sul titolo Marvel sono addirittura disponibili diverse opzioni per attivare il Ray-Tracing, caratteristica che fino ad ora era esclusivamente disponibile su PC di fascia medio/alta.

In molti titoli, compresi quelli appena citati, è inoltre possibile scegliere fra “modalità performance” o “modalità risoluzione/grafica”, la prima di norma ha come obiettivo quello di raggiungere un frame rate di 60fps stabili, sacrificando qualcosina a livello grafico. Al contrario, invece, la seconda predilige la massima resa grafica possibile, mantenendo però un frame rate di soli 30fps.

Possiamo scegliere la preferenza nel menu di impostazioni della console, in questo modo ogni gioco che dispone di queste modalità verrà avviato in automatico secondo la nostra scelta.

Noi preferiamo di gran lunga la modalità performance, anzi siamo convinti che nel 2021 non dovrebbero più esistere titoli che vengono riprodotti a meno di 60fps.

Tornando alle prestazioni, la situazione sui titoli PS4 sfruttabili grazie alle retrocompatibilità è a dir poco altalenante. Alcuni, come ad esempio No Man’s Sky, hanno ricevuto un aggiornamento next-gen gratuito, con diverse migliorie a livello grafico, di velocità nei caricamenti e di fluidità generale. Altri, come ad esempio Cyberpunk 2077 , Kingdom Hearts III o Ghost of Tsushima non hanno ricevuto nessun aggiornamento specifico, ma offrono comunque prestazioni migliorate rispetto alle versioni PS4. Altri ancora, come The Last of Us Parte II, girano in maniera identica alla versione PS4 Pro, il che è un vero peccato considerando le capacità di PS5.

Ad ogni modo, che si tratti di titoli PS4 o PS5, la nuova console di Sony sembra davvero non fare alcuna fatica. La grande ventola presente è pressoché impercettibile, e il lettore di dischi è rumoroso solo in fase di installazione del gioco. È giusto però precisare che al momento non esistono titoli in grado di spremere al massimo le potenzialità della console. Bisognerà dunque aspettare qualche anno per potersi esprimere in maniera più approfondita su questo tema.

Grazie all’SSD poi, ogni caricamento è estremamente veloce, sia all’interno dei giochi che per quanto riguarda l’interfaccia. Pare inoltre che Sony abbia ancora un ampio margine di miglioramento a riguardo, visto che gli sviluppatori stanno ancora studiando la maniera ideale per sfruttare tutta la velocità di questo SSD.

L’audio

Se le differenze su frame rate e qualità grafica sono facilmente riconoscibili dall’utente medio, non si può dire lo stesso della resa audio dei titoli. Sony però ha investito molto sul nuovo Tempest Engine, un chip personalizzato dedicato esclusivamente alla riproduzione dei suoni. All’interno delle impostazioni della console, una volta collegati degli auricolari o delle cuffie compatibili, troveremo l’opzione “Abilita audio 3D”.

Questa impostazione trasforma le più normali cuffie stereo in cuffie surround, creando un effetto di direzionalità estremamente credibile. Noi lo abbiamo apprezzato in particolare su The Last of Us Parte 2. La differenza rispetto a PS4 è enorme. La pioggia sembra realmente cadere attorno a noi, ed è facile capire la provenienza delle voci e dei rumori, anche se arrivano da posizioni più o meno elevate rispetto alla nostra.

Magari a primo impatto non vi sembrerà una grande differenza, ma provate ad attivare e disattivare questa impostazione, siamo pronti a scommettere che anche voi rimarrete stupiti.

L’interfaccia

Come già anticipato nelle nostre prime impressioni, l’interfaccia di PlayStation 5 riprende molto quella di PS4 e PS4 Pro. Sony ha optato per un approccio evolutivo piuttosto che rivoluzionario, motivo per il quale ci si sente subito a casa.

I menù sono stati snelliti, le icone sono più gradevoli, è tutto più fluido e veloce ma comunque familiare. L’esempio più lampante della nuova filosofia di Sony è il PlayStation Store, che ora sembra un’estensione dell’interfaccia stessa piuttosto che un’applicazione a parte.

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L’unica “scomodità” iniziale riguarda la pressione del tasto PS, che ci riporterà a menù differenti rispetto a quanto avveniva su PS4. Ma farci l’abitudine è davvero questione di poco tempo.

Il controller

Al contrario dell’interfaccia, il controller ha subito una vera e propria rivoluzione rispetto alla passata generazione. Il nuovo DualSense è più grande, comodo ed ergonomico del DualShock 4. Nasconde poi al proprio interno due nuove tecnologie, i grilletti adattivi e il feedback aptico.

Anche di questo abbiamo già parlato nelle nostre prime impressioni, e il nostro parere non è cambiato molto da allora. La nuova vibrazione continua ad impressionarci ogni giorno, mentre i grilletti adattivi sono estremamente immersivi nei giochi single player. Allo stesso tempo, però, sono poco pratici per quanto riguarda i giochi competitivi in multigiocatore. Ogni azione risulta infatti più “lenta” e “faticosa”, il che può essere uno svantaggio in ambienti estremamente frenetici.

L’unica pecca del DualSense è la durata della batteria, solo 3/4 ore se decidiamo di attivare sia i grilletti adattivi che la vibrazione aptica. Ci aspettavamo sicuramente qualcosina in più sotto questo punto di vista.

Conclusioni

In conclusione, con PlayStation 5 Sony è riuscita a costruire una console assolutamente vincente, come confermato anche dalle vendite (3,4 milioni di unità vendute nel primo mese) e dall’incredibile richiesta.

La console è potente e silenziosa, l’interfaccia è semplice e intuitiva, il controller è rivoluzionario, è retrocompatibile con quasi tutti i titoli PS4 e il prezzo è estremamente accessibile. Senza considerare poi la qualità delle esclusive Sony come God of War, The Last of Us, Horizon Zero Dawntutti saghe che continueranno con nuovi titoli in uscita su PS5.

È vero però che alcuni alcuni fattori sono ancora in “stand-by”. Uno su tutti riguarda la possibilità di espandere la memoria con un SSD esterno. Feature promessa ma non ancora attivata. Altri sono invece completamente assenti, come la personalizzazione del sistema utilizzando dei temi. Ma si tratta di funzioni che verranno sicuramente implementate con aggiornamenti futuri, e che non precludono la godibilità della console.  

Se dovessimo dare un voto, al momento sarebbe un 8 pieno. La console può infatti ancora migliorare tanto (e siamo sicuri che sarà così), ma, soprattutto, siamo entusiasti di vederne le piene capacità quando arriveranno sul mercato titoli pensati esclusivamente per next-gen.

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