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Prospettive per il futuro: la parola a Sonus faber e McIntosh

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McIntosh MC3500MKII

LBO France e Yarpa hanno venduto McIntosh Group al fondo texano Highlander. Questo è stato il tema scottante degli ultimi giorni. Al di là del fatto in sé, però, cosa cambia per le due principali realtà coinvolte, ovvero McIntosh Audio e Sonus faber?

Abbiamo chiesto lumi ai due marchi dell’alta fedeltà in merito a quali siano i piani per il futuro, se ci siano novità portate dalla nuova proprietà e cosa muti negli asset dei due storici brand hi-end. La realtà è che, come detto nel nostro reportage, un team che funziona non si cambia. E questo è il caso dei due brand. Almeno per il momento.

Una nuova acquisizione, spesso, porta criticità, negli asset di una struttura hi-fi. Prodotti particolari, caratterizzati da una lavorazione semi-artigianale (o del tutto, come accade per i modelli di gamma più alta di Sonus), necessitano tempi e stabilità differenti dalla produzione di massa.

Ecco che, in taluni casi, per realtà hi-fi del passato, i mutamenti risultarono più traumatici di quelli accusati da grandi factory industriali. Spianiamo il campo da dubbi: a quanto ci hanno detto McIntosh e Sonus faber pare proprio che, in queste circostanze, sia mutato solo il capo della struttura, senza influenze a cascata sull’organico e sulla produzione dei due brand.

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Sonus faber Omnia.

Marta Vecellio Reane di Sonus faber ha descritto il processo circa la nuova acquisizione come il naturale sviluppo dell’avvicendamento finanziario dell’azienda.

Nessun mutamento, quindi, nell’azienda come nelle linee: gli appassionati italiani possono stare tranquilli. Lasciamo, però, a lei la parola.


«Innanzitutto, la nuova acquisizione del gruppo da parte di un nuovo investitore, si colloca in un naturale percorso di avvicendamento proprietario proprio dei fondi d’investimento.

Il management ha lavorato molto negli ultimi mesi a questo delicato passaggio, ed oggi possiamo certamente affermare che nulla di quanto definito nei piani di produzione e sviluppo verrà modificato.

I nuovi investitori sono allineati con il percorso di sviluppo delineato dalle aziende del gruppo e l’idea di eccellenza, di hi-end, propria di Sonus faber certamente non sarà alterata né influenzata. Confidando in una continuazione nel percorso di crescita iniziato circa due anni fa, siamo fiduciosi invece di poterlo esaltare ancora di più, portando a risultati ancora migliori la nostra idea di artigianalità, cura del dettaglio, ricerca tecnologica, innovazione e tradizione.

Nessun mutamento insomma all’orizzonte. Di sicuro nuova energia per continuare ancora a migliorarci».

E in casa McIntosh?

Julia Lescarbeau di McIntosh sottolinea il costante potenziamento del marchio McIntosh nel mondo. I livelli raggiunti agiscono nell’orma dell’intramontabile classicità espressa da McIntosh: motivo per cui non vi saranno rivoluzioni.

Finale stereofonico da 300W McIntosh Mc312.

«Non ci saranno cambiamenti nella nostra (McIntosh) procedura e strategia aziendali.  Siamo stati acquisiti in virtù della nostra crescita e per via del nostro successo. Tutto ciò, abbinato alla crescente richiesta dei prodotti audio hi-end. Non vediamo l’ora di continuare questo slancio di crescita, innovazione ed espansione insieme a Highlander!»

Di seguito, le dichiarazioni ufficiali di McIntosh Group e Highlander Partners

Jeff L. Hull, Presidente e CEO di Highlander Partners, ha commentato:

«Abbiamo sviluppato la nostra strategia di investimento attorno a marchi e beni di lusso incentrati sui consumatori per diversi anni. L’opportunità di acquisire marchi forti come quelli all’interno del Gruppo McIntosh non si presenta spesso e siamo molto entusiasti di far parte del prossimo capitolo dell’azienda. Riteniamo che ci sia un’opportunità unica per acquisire altri marchi di tecnologia di lusso di consumo e intendiamo rimanere attivi nella categoria».

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Sonus faber Olympica series.

Jeff Poggi e Charles Randall, co-CEO McIntosh Group, hanno riportato:

«Siamo entusiasti di continuare a perseguire la nostra traiettoria di crescita insieme al team Highlander. In tutti i marchi e le categorie di prodotti continuiamo a vedere risultati notevoli e un eccesso di opportunità; crediamo che l’approccio finanziario e la competenza operativa di Highlander possano aiutare a cogliere queste prospettive».

Ben Slater, partner di Highlander, ha aggiunto:

«McIntosh Group si trova all’incrocio di diverse tendenze forti di cui siamo ansiosi di far parte. L’ambiente residenziale è in rapida evoluzione, con la tecnologia che diventa parte integrante di tutta la casa. Inoltre, i consumatori di tutto lo spettro demografico richiedono audio ad alta fedeltà ora più che mai e marchi premium come McIntosh e Sonus faber sono sempre più visti come opere d’arte funzionali».

Ancora una volta testimonianze che fanno rima con quanto più volte affermato: se, da un lato, il mondo audio commerciale annaspa e i successi sono spesso modaioli e episodici, l’hi-end dei grandi nomi vola e, negli ultimi anni, ha ampliato il suo mercato a macchia d’olio nel mondo.

 

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