Sanremo, ovvero un classico per eccellenza, un Festival che si erge a vero e proprio modello, emblema stesso di un qualcosa il cui contenuto, piaccia o meno, è profondamente inserito nella cultura italiana del bel canto.
Una specie di quadro normativo quindi, ambito nel quale muoversi più o meno agevolmente al fine di conseguire il risultato atteso senza troppi problemi, fatte salve le ovvie polemiche che da sempre accompagnano Sanremo, ovvero lo show degli show, l’evento più atteso dell’anno, almeno stando all’elevato share cui puntualmente ci si riferisce il giorno dopo la prima serata: quest’anno attestato sul notevole numero di 9.600.000 spettatori, sebbene lo scorso anno il record fosse di ben 13.000.000 spettatori.
Ed al pari di un insieme di regole che immancabilmente devono essere imperativamente rispettate, more solito, anche questa edizione non sfugge alle immancabili polemiche che ciclicamente si abbattono – senza però mai travolgerlo, badate bene – su questa vetrina il cui compito sarebbe quello di mettere in evidenza quanto di buono esistente a livello artistico nel campo della musica italiana.
Relativamente a queste, mentre qualche anno fa si trattava della probabile e pruriginosa partecipazione di un personaggio in odore di criminalità, prima ancora la chiacchiera era riferita a presunte infiltrazioni di stampo pseudo-fascista a causa di subliminali richiami a religione, patria e famiglia, noti pilastri di una determinata corrente politica mentre quest’anno, tanto per non farsi mancare nulla, ci è andato di mezzo il noto comico Pucci, maldestramente accusato di essere fascista e aderente al più becero patriarcato.
Sapete già che non amiamo le pagelle, non fosse altro per la consueta inconsistenza di giudizi sovente completamente ribaltati in seguito – Jalisse docet – motivo per cui preferiamo concentrarci su aspetti maggiormente pregnanti come la qualità delle proposte in generale e l’aspetto tecnico che più ci interessa da vicino, quello sonoro.

Circa quest’ultimo, coloro che hanno seguito il Festival attraverso un sistema Hi-Fi oppure Home Theatre di una certa prestanza – godendo quindi di un assetto sonoro parecchio più coinvolgente – non avranno mancato di rilevare come l’audio di questa edizione sia molto ben strutturato e davvero soddisfacente.
Per una volta ho provveduto anche io a collegare il TV al mio non certo piccolo sistema di diffusione audio – esclusivamente stereo 2.0 – e non ho quindi avuto la minima difficoltà a percepire quanto questo sia curato, anzi, devo onestamente rilevare come al netto di contenuti estranei (applausi, commenti ed altro, comunque utili in qualche maniera poiché ben riprodotti anch’essi) la prestazione sonora sia stata veramente piacevole.
D’altronde sarebbe davvero incomprensibile se ad una parte video di sostanza e disponibile anche in formato 4K, corrispondesse una parte audio scarsamente curata.
A partire dal primo pezzo presentato quindi – occhio a questa ragazza! – ho notato come corpo, timbrica, chiarezza e contenuto dinamico siano in concreto molto ben rappresentati; ovviamente parlo del contenuto sonoro, relativamente alla comprensione dei testi non posso evitare di annotare una certa ed oramai acclarata consuetudine verso un letterale “masticamento” delle parole cui segue difficoltà di comprensione, tanto che la (notevole) canzone di Arisa pare scritta da un glottologo.
Tutte le frequenze sono al loro posto e non si manifesta alcuna evidenza di qualche indebita sovraesposizione che possa disturbare l’ascolto, soprattutto con riferimento al talvolta viziato orecchio dell’appassionato di Alta fedeltà, che laddove sia sanamente predisposto a percepire informazioni timbriche di rilievo, avrà modo di coglierne la presenza senza eccessiva fatica.

Così come non amiamo particolarmente le pagelle, ci asteniamo altresì dal commentare eventuali siparietti più o meno imbarazzanti accompagnati da battute non sempre all’altezza – nemmeno da parte di chi ha commentato in merito a dire il vero – lasciando a voi lettori il compito di giudicare in completa autonomia quello che resta in ogni caso un evento assai importante, oltre a ciò, ci farebbe piacere ricevere il vostro contributo in merito, anche al fine di verificare direttamente e non per supposizione, il reale interesse verso simili contesti, motivo per cui attendiamo le vostre mail che speriamo ci giungano numerose.
Concludiamo necessariamente con un obbligato accenno ai numerosi partecipanti, alcuni ampiamente conosciuti, altri al debutto, trampolino di lancio cui Sanremo fornisce da sempre solide basi.
Fin dall’inizio l’impressione è stata quella di una certa misurata eleganza – soprattutto per quanto attiene gli abiti sfoggiati dagli artisti, molto meno eccentrici e/o fantasiosi come nelle passate edizioni – stessa cosa per quanto riguarda i testi, maggiormente introspettivi (che sia tempo di riflessione?) ed in molti casi autobiografici, sebbene molte canzoni nascano proprio traendo spunto da situazioni personali oltre che dal percepito.

La vittoria di Sal Da Vinci – pur detto col massimo rispetto – ci lascia leggermente perplessi ed obbliga ad una riflessione: il testo, l’indubbia teatralità gestuale mostrata durante l’esecuzione ed i chiarissimi richiami alla famiglia, alla fedeltà ed alla religione (strano che qualcuno non abbia ancora accennato ad una canzone fascista), lasciano intuire che il comune pensiero della gente sia orientato in tale senso, quando è ben nota una certa contrazione dei matrimoni e delle nascite, circostanza che lascia ulteriori dubbi; eppure ha vinto.
Per il resto, tra invitati rapidamente destinati all’oblio, cover poste a metà tra il penoso e l’imbarazzante (Dargen D’amico + Pupo & Co.) e piccoli gioielli (Ditonellapiaga + TonyPitony oppure Tommaso Paradiso + Stadio o, ancora, Serena Brancale + Gregory Porter) solo per fare qualche esempio, la media è stata abbastanza rispettosa di quella che è oramai la cultura musicale imperante i cui riferimenti – sempre più sbiaditi – non aiutano di certo nel fare scelte di qualità.
Pertanto….si conferma che Sanremo è Sanremo…..e meno male che c’era l’inossidabile Tiziano Ferro.
Come al solito, ottimi ascolti!!!
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