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Soundbar Dolby Atmos: come sceglierla e quanto spendere

soundbar dolby atmos

Non volete impelagarvi in un sistema Dolby Atmos tradizionale? Una soundbar Dolby Atmos potrebbe essere una valida alternativa… a patto di sceglierla bene

Il modo più conveniente e sbrigativo per godersi il Dolby Atmos tra le pareti di casa (ovvero senza perdere ore con cavi, stand e posizionamento dei diffusori) è affidarsi a una soundbar. Ormai anche i modelli più economici e basilari mettono in mostra il logo Dolby Atmos, sebbene in molti casi si tratti più di una certificazione di facciata che non di un’effettiva valenza qualitativa. Anche perché, nel caso vogliate acquistare una soundbar Dolby Atmos, vi trovate subito di fronte a due strade: soundbar con driver fisici rivolti verso l’alto (up-firing) e soundbar che si limitano a virtualizzare il Dolby Atmos.

Fermo restando che un audio basato su oggetti come quello Atmos richiederebbe l’installazione sul soffitto di diffusori dedicati per rendere al meglio (come avviene nelle sale cinematografiche con impianto Atmos), i produttori di soundbar hanno pensato bene di rendere il tutto meno complicato e costoso integrando all’interno di alcuni modelli dei driver rivolti verso l’alto con un’angolazione più o meno accentuata.

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In questo modo, nel riprodurre una traccia in Dolby Atmos, questi driver “sparano” il suono verso il soffitto per poi farlo “rimbalzare” verso l’ascoltatore e dargli l’impressione di un suono dotato anche di un’estensione verticale. Come ci si può aspettare, i migliori risultati richiedono soffitti piatti, visto che quelli inclinati o curvi non sono l’ideale per svolgere questo compito. Ovviamente più driver up-firing ci sono in una soundbar (che può ospitarne anche più di due), più l’effetto Atmos sarà preciso e coinvolgente, anche se di solito questo significa prezzi più alti.


Se quindi il vostro budget è risicato, sono disponibili anche soundbar che virtualizzano il Dolby Atmos per creare un’esperienza uditiva simile senza i driver rivolti verso l’alto. In questo caso l’effetto Atmos non sarà così preciso e realistico, un po’ come è sempre successo con il surround virtuale delle soundbar standalone rispetto a quelle dotate di speaker surround fisici (meglio ancora se wireless).

Configurare una soundbar Dolby Atmos

Se appena potete, puntate quindi su una soundbar che abbia almeno due driver up-firing e, una volta che l’avete tolta dalla confezione, cercate di posizionarla alla stessa altezza o leggermente sopra il livello delle orecchie e assicuratevi che sia a circa ad almeno un metro e mezzo di distanza dalla posizione di ascolto. Assicuratevi poi che i driver up-firing abbiano un percorso privo di ostacoli verso il soffitto, che in un setup Atmos svolge un ruolo davvero importante nell’esperienza di ascolto. Idealmente, l’altezza del soffitto dal pavimento dovrebbe essere compresa tra 2,5 e 4 metri e il soffitto dovrebbe essere realizzato in cartongesso, legno duro o qualsiasi altro materiale piatto e rigido.

Ornamenti e oggetti di arredamento come lampadari o ventilatori possono interferire con la qualità del suono. Se la vostra soundbar include anche driver ai lati (come nel caso della costosa e maestosa Sennheiser Ambeo), assicuratevi che anche in questo caso il percorso tra essi e le pareti sia libero da impedimenti. Se invece avete optato per una soundbar Dolby Atmos virtuale, il posizionamento è molto più flessibile e non richiede alcuna distanza specifica da voi o dalle pareti/soffitto.

Purtroppo le tracce audio italiane in Dolby Atmos sono molto poche, soprattutto se confrontate con quelle in lingua originale. Se quindi siete soliti godervi film e serie TV solo con il nostro doppiaggio, pensateci bene prima di investire soldi in una soundbar Atmos ed eventualmente spendete quella cifra per una soundbar più tradizionale (magari riuscite a trovare un modello scontato con anche subwoofer e speaker surround wireless). Sappiate comunque che anche in caso di traccia audio in semplice stereo, una tipica soundbar Atmos offre una sorta di upmixer surround che, ricorrendo ancora una volta alla virtualizzazione, vi restituisce un contenuto a due canali utilizzando tutti i driver della soundbar.

soundbar dolby atmos
Samsung HW-Q950A

Da 500 a 1300 euro: tre soundbar Dolby Atmos per tutti

Detto questo, la scelta sul mercato è davvero ampissima. Se non volete investire troppo e avere comunque una virtualizzazione Atmos decorosa, la Sonos Beam Gen 2 da 499 euro potrebbe fare al caso vostro. È un modello compatto e potente e, in caso di contenuti Atmos, due dei cinque speaker frontali sono dedicati alla riproduzione di suoni ambientali e surround e la soundbar sfrutta la tecnologia psicoacustica HRTF per dare la sensazione di altezza senza bisogno di driver fisici rivolti verso l’alto. Il risultato, seppur non eccezionale, è forse il migliore che si possa ottenere con un Atmos virtuale (è più efficace, ad esempio, del Vertical Surround Engine di Sony), senza poi dimenticare tutti i pregi di un prodotto Sonos a livello di ecosistema, connettività e integrazione.

Avvicinandosi ai 1000 euro (le offerte online scendono anche fino a 800 euro), la LG SN10YG è un valido esempio di soundbar Dolby Atmos dotata di due driver verso l’alto, che in questo caso assicurano una configurazione a 5.1.2 canali. Tra la potenza di 570W, l’efficace sistema AI Room Calibration e la valida qualità audio complessiva, è un modello che consigliamo caldamente in questa fascia di prezzo, anche se per avere un subwoofer e due eventuali speaker surround wireless bisogna spendere inevitabilmente di più.

Se invece il budget non è un problema (si parla di circa 1300 euro), la Samsung HW-Q950A è una soundbar da ben 11.1.4 canali che integra unità side firing in aggiunta alle due up-firing previsti per il Dolby Atmos e il DTS: X. Nel prezzo sono inoltre compresi due speaker posteriori wireless (che a loro volta integrano due unità rivolte verso l’alto) e un subwoofer, anch’esso wireless. Il pensiero di realizzare una vera configurazione a 11.1.4 canali è fisicamente un’impresa colossale in termini di diffusori coinvolti e amplificazione dedicata; avere un simile setup racchiuso in una soundbar evoluta rappresenta una comodità enorme.

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