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America great again: l’American Sound

American Sound
JBL model 43 49

È un argomento complesso da affrontare, su questo non c’è dubbio. E, oltre a ciò, si rischia drammaticamente di confluire in un’asettica dimensione univocamente soggettiva. Voglio, però, provare a raccontare dei valori che compongono l’American Sound. Accennare, tramite brevi pennellate, alle fisionomie soniche che animano alcuni ragguardevoli esempi di diffusori, caratteristici nel rappresentare il sound USA.

Innanzitutto cosa si definisce con American Sound? È una filosofia progettuale nella costruzione di diffusori atta a determinare caratteristiche soniche ben determinate. Negli anni Cinquanta, i progettisti americani, agli albori dell’hi-fi, si posero come obiettivo quello di rappresentare la musica senza limiti di dinamica, in modo realistico. La grande sfida risiedeva nel trasportare l’energia e le vibrazioni della musica dal vivo direttamente negli altoparlanti. Una missione che ebbe un longevo seguito. Una filosofia, quella dell’American Sound, che si sarebbe scontrata con le tendenze europee, caratterizzate da una ricerca dell’assoluto equilibrio piuttosto che dall’effetto musicale d’impatto.

Due diverse concezioni

American Sound
Klipsch Klipschorn

Il conflitto, ormai giunto a infruttuose polarizzazioni, fra i diffusori americani e quelli di scuola europea (in particolare inglese) anima ancora dibattiti, spesso accompagnati dall’ostentazione dogmatica per il proprio gusto.

Le differenze sono certamente marcate, lo sono sempre state. La scuola americana, infatti, predilige spesso diffusori da impatto, capaci di alta tenuta in potenza e impreziositi da woofers dalle poderose dimensioni. Tipico, poi, l’utilizzo di trombe per tweeter, e in alcuni casi per tutto il diffusore. Questi caratteri si potevano già notare nei diffusori storici dei tre marchi statunitensi di fondamentale rilevanza nell’aver diffuso il concetto di American Sound, JBL, Cerwin-Vega e Klipsch.

Si prenda il Klipschorn, uno dei rarissimi diffusori, dopo 75 anni di  carriera, che non depone il possente 15 pollici caricato a tromba. Un woofer originale, quello del diffusore bandiera della Klipsch, ancora esponente di pregio fra gli erogatori dei bassi precisi e controllati. Il tweeter, poi, con l’iconica tromba, fu concepito per portare all’attenzione dell’ascoltatore tutta la gamma vocale. Di qui, l’amato-odiato timbro squillante Klipsch.

È proprio nella riproduzione della dimensione live che si cela da sempre la filosofia sonica dei prodotti  Heritage.

JBL è stata fino a qualche tempo addietro, modello ispiratore dei diffusori d’impatto. Se c’è una cosa che ho imparato ascoltando questi diffusori è la strenua volontà di trascinare l’ascoltatore nel vivo del suono. Il suono del live, della musica vera e suonata, cosa che raramente ho trovato in diffusori sotto gli 8 pollici. Non si tratta, ancora una volta, solo di dimensioni, nonostante quelle cospicue delle classiche serie JBL, ma dell’idea precisa di sound vero dietro al progetto.

American Sound
JBL model 43 49

American Sound. Gene Czerwinski, l’uomo che rivoluzionò il mondo dei diffusori americani

American Sound
Cerwin Vega xls 215

Questo ingegnere fu un grande uomo. Uno che diede molto all’industria musicale statunitense, soprattutto in termini tecnici. Cerwinski aveva, poi, un ottimo fiuto per gli affari ed un profondo senso della democrazia d’acquisto. Fin dagli inizi, quando la Cerwin fu fondata nel ’57, il target era posizionare diffusori hi-fi senza compromessi, capaci di grande tenuta in potenza e sensibilità, raggiungendo primati nel pilotaggio. Il tutto ad un prezzo accessibile, e fu un successo. Almeno sino agli anni Novanta, poi il brand passò a Stanton, la produzione in Cina. Infine andò a Gibson, che pure dovette de-priorizzare il brand dopo il crack del 2019. La produzione oggi continua, seppur più lentamente e gestita da un unico fornitore europeo.

Ora, le serie moderne della Cerwin, su tutte l’altera XLS 215, hanno tanti appassionati fra USA, Europa e Russia, sono state apprezzate dalla stampa, ma diversi sono i detrattori a considerarle border-line dell’hi-fi. Eppure, con la giusta ed esuberante amplificazione a pompare energia, potrei ascoltarle per ore, avvolto da quel calore, quella prosperità dolce e magnanima, forse non puntuale in assoluto, ma…viva. Emozione pura è quello che cerco: vera musica quello che trovo, il live che prende vita.

America great Again

 

 

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