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Bose accusata di “spiare” gli utenti attraverso le cuffie?

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La notizia, che sta rimbalzando sui principali media americani, è forte. Bose sarebbe stata accusata di raccogliere e di condividere con altre società i dati dei consumatori a loro insaputa. Sembra attraverso un’app.

Secondo quanto riportato da Fortune, Bose sarebbe stata accusata di violazione delle leggi sulla privacy in vigore negli USA e di creare profili dettagliati sulle abitudini d’ascolto dei propri consumatori per poi condividerli con società di marketing.

Una volta che una persona ha creato le proprie playlist, che possono comprendere la musica, le trasmissioni radio, i Podcast e altro ancora, raccoglie una quantità incredibile di dati sulla sua identità personale, sul suo comportamento, sulle opinioni politiche e sull’orientamento religioso.

I dati sarebbero stati raccolti utilizzando presumibilmente l’applicazione Bose Connect disponibile sia per iOs sia per Android, attraverso alcuni suoi prodotti: sembrerebbero inclusi nella lista QuietComfort 35, SoundSport Wireless, SoundSport Pulse, QuietControl 30, SoundLink Around-Ear Wireless Headphones II e SoundLink Colour II.

Questi modelli per funzionare non richiedono l’app Bose Connect, ma quest’ultima fornisce a chi la scarica sul proprio smartphone una serie di informazioni in più proprio sul funzionamento delle cuffie, come per esempio lo stato di carica della batteria.

La causa è stata presentata a Chicago in questi giorni e varrebbe più di 5 milioni di dollari. Non è escluso che sia intentata nei confronti di Bose una class action, ovvero un’azione legale collettiva di un gruppo di consumatori. Al momento pare che Bose non abbia ancora rilasciato dichiarazioni.

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