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Huawei Watch 2 ha fatto centro?

Huawei watch 2

Non è bello e appariscente con il predecessore e non costa poco, ma il Huawei Watch 2 ha davvero tante feature e Android Wear 2.0 può fare la differenza.

Insieme al P10, il costruttore cinese ha lanciato sul mercato il suo nuovo smartwatch, il Huawei Watch 2. E la domanda che ci poniamo da sempre è se c’è davvero una buona ragione per avere un prodotto simile. In molti continuano a chiederselo e nonostante i modelli sul mercato siano ormai numerosi, è ancora difficile dare una risposta univoca. Tracciamento del fitness, notifiche al polso, qualcosa di bello e tecnologico da sfoggiare. Tutte ragioni più o meno valide che si ripropongono ogni volta che recensiamo uno smartwatch e che portiamo come esempio anche per questo Huawei Watch 2.

Che però, stranamente, è meno bello del predecessore e costa anche di più. Se infatti il primo modello si può ormai trovare online anche a 270 euro, il Huawei Watch 2 (disponibile a breve anche in Italia) costa 329 per la versione solo Bluetooth/Wi-Fi (quella qui testata), 379 per quella LTE e 399 per il modello Classic. Prezzi non tra i più alti in assoluto (Apple Watch Series 2 arriva a costare anche di più e il Samsung Gear S3 è bene o male su queste cifre), ma che comunque rimangono impegnativi per quello che uno smartwatch può in effetti offrire.

Look generico

Huawei watch 2

Il Huawei Watch 2 è uno smartwatch esteticamente poco appariscente come forme e design e non ha la stessa eleganza del suo predecessore, che soprattutto alla sua uscita era tra gli orologi smart più belli in assoluto. Per fortuna i materiali e il livello di costruzione sono un’altra cosa e su questo versante non ci si può davvero lamentare.

Il cinturino in plastica “gommosa” da 22mm è più che adatto a farsi valere durante l’attività fisica (non è però traforato come alcuni sportwatch) e si è dimostrato molto resistente, sebbene quello in pelle o in metallo del modello Classic renda il tutto più elegante e sofisticato. In ogni caso la sostituzione del cinturino è una questione di pochi secondi e, come spesso accade per far funzionare al meglio il sensore dei battiti cardiaci, è necessario stringere il cinturino il più possibile, senza naturalmente rischiare di bloccare la circolazione del sangue.

Un super display

Huawei watch 2

Sebbene ci aspettassimo una diagonale un po’ più grande viste le dimensioni dell’orologio, il display touch del Huawei Watch 2 da 1,2” è tra i migliori mai visti in uno smartwatch. È completamente circolare e, a differenza di quello del Moto 360 e 360 2, non soffre dell’effetto “gomma a terra” con la barra nera orizzontale nella parte inferiore dello schermo.

Il pannello AMOLED da 390×390 pixel è più “risoluto” di quello dell’Apple Watch e gli unici segnali di pixel sono quelli visibili sulle linee oblique a causa della mancanza di un filtro anti-aliasing. Purtroppo, a differenza di quella del Samsung Gear S3, la ghiera in ceramica che circonda il display è fissa e non si può girare e quindi, a parte il touch, gli altri due input sono il tasto home e un secondo pulsante fisico al quale si possono assegnare diverse funzioni.

Se il tasto home può sembrare poco utile il più delle volte, in realtà basta premerlo una volta e in una frazione di secondo viene lanciata l’app Huawei Workout e si è pronti per iniziare un’attività fisica (corsa, bicicletta, camminata ecc.). Volendo comunque, andando nelle impostazioni, si può assegnare il lancio di una qualsiasi altra app alla pressione del tasto.

Nonostante qualche micro rallentamento quando si lanciano alcune app e a parte la velocità non fulminea di Google Assistant (l’erede di Google Now), il Huawei Watch 2 è uno smartphone decisamente fluido, anche perché può contare su 768 MB di RAM e su un processore Snapdragon Wear 2100 sviluppato da Qualcomm proprio per i dispositivi indossabili.

Segnaliamo poi i 4 GB di storage, utili sia per le app scaricate, sia per ascoltare la nostra libreria di MP3 (o almeno una parte) direttamente dall’orologio collegando un paio di cuffie o auricolari Bluetooth. Lo speaker interno inoltre permette di ricevere chiamate all’orologio, anche se solo con la versione LTE, che può ospitare una SIM o una eSIM, è possibile farlo senza essere connessi allo smartphone.

Tracciamento alterno

Huawei watch 2

Sfortunatamente la qualità del sensore dei battiti cardiaci è quella solita di prodotti  wearable simili, non dedicati principalmente all’attività sportiva. Se infatti non abbiamo riscontrato alcun problema nelle misurazioni da fermi (che sono anche parecchio veloci), non appena si inizia a fare attività si rischia di ritrovarsi con valori piuttosto discutibili.

Abbiamo provato ad esempio a fare mezz’ora di tapis-roulant in palestra per poi uscire e incamminarci verso casa. Mentre stavamo camminando il sensore segnava ancora 130-140 bpm come se fosse rimasto bloccato sull’esercizio precedente mentre in realtà stavamo solo camminando. Molto probabilmente un aggiornamento del firmware potrà risolvere la cosa, ma per ora non fate molto conto su questo sensore se puntate a uno sportwatch “serio”.

E non fate conto nemmeno sulla resistenza all’acqua se andate spesso in piscina. Il Huawei Watch 2 infatti, essendo IP68, resiste teoricamente sott’acqua fino a 1 metro per un tempo continuato, ma testatelo a vostro rischio e pericolo, soprattutto se contate di nuotare per un bel po’ di tempo.

Nonostante ciò il Huawei Watch 2 rimane uno degli smartwatch con Android Wear (versione 2.0 naturalmente) più sportivi sul mercato, grazie soprattutto al GPS integrato. Anche in questo caso però i risultati effettivi non ci hanno del tutto convinti.

Nessun problema se si collega l’orologio allo smartphone tramite Bluetooth per sfruttare il GPS di quest’ultimo, ma in modalità stand-alone la ricerca dei satelliti non è rapidissima e ci è capitato spesso di perdere il segnale per diversi secondi. Anche la precisione non ci è parsa perfetta, ma se volete semplicemente farvi una corsetta vicino a casa senza portarvi dietro anche lo smartphone, ci si può accontentare.

Tutto il divertimento di Android Wear 2.0

Huawei watch 2

Abbiamo utilizzato quasi esclusivamente Google Fit e Workout (piuttosto simili tra loro) come applicazioni per testare corse, camminate e giri in bicicletta, ma visto che una delle principale novità di Android Wear 2.0 è la possibilità di scaricare e installare app direttamente nell’orologio, anche le applicazioni stand-alone di Runtastic e Runkeeper funzionano bene senza il collegamento allo smartphone.

Finora infatti queste app risiedevano sullo smartphone e lo smartwatch fungeva in pratica solo da secondo display, mentre ora, se Huawei risolverà i problemi legati al GPS, potremmo avere al polso un serio candidato a un Garmin Forerunner o comunque a un tipico orologio per sportivi.

Sempre grazie ad Android Wear 2.0 si può scrivere un testo utilizzando una tastiera virtuale, anche se concentrare 29 tasti in un display da 1,2’’ porta con sé una scomodità non indifferente. Molto meglio quindi affidarsi ai controlli vocali e su questo versante Google Assistant è un bel passo avanti rispetto a Google Now.

In generale l’esperienza di utilizzo di Android Wear 2.0 è decisamente più piacevole rispetto alle versioni precedenti e spiace solo che la ghiera non si possa girare in modo da scegliere le app (ora disposte in verticale) senza lo swipe del dito.

Autonomia: passi avanti?

Ed ecco un altro elemento cruciale del Huawei Watch 2, ovvero l’autonomia. Purtroppo non c’è da segnalare granché rispetto a smartwatch come l’LG Urbane o il primo Huawei Watch. Qualcosina si guadagna grazie soprattutto alla capiente batteria da 420 mAh, ma difficilmente andrete oltre il giorno e mezzo o al massimo i due giorni tenendo il display in modalità always-on, in modo da avere sempre l’orario sottocchio sebbene in una forma più essenziale e semplificata della watchface che avete scelto.

Siamo rimasti invece colpiti positivamente dall’autonomia con il GPS sempre attivo. Huawei indica un massimo di 10 ore, che ci è subito sembrato un valore molto ottimistico, ma le circa 8,5 ore che abbiamo raggiunto rappresentano comunque un risultato di tutto rispetto. Se poi volete raggiungere circa 20 giorni di autonomia (sì, avete capito bene), potete sempre attivare una modalità di super risparmio energetico che in pratica, spegnendo tutte le connessioni, mostra solo l’ora e un contapassi un po’ in stile Fitbit.

La stessa modalità subentra automaticamente quando la batteria sta per esaurirsi, così da non finire da un secondo all’altro con lo smartwatch da ricaricare da zero. A questo proposito la ricarica rapida da 0 a 100 dura circa un’ora e si tratta di un risultato ottimo per uno smartwatch con questa batteria.

Il nostro verdetto

Non è bello e appariscente con il primo Huawei Watch o l’LG Watch Style (e si sa quanto l’aspetto conti nella scelta di un orologio), ma ha davvero tante feature tra GPS, NFC, certificazione IP68, sensore HR, un ottimo display e naturalmente le novità apportate da Android Wear 2.0.

Purtroppo sia il sensore HR, sia il GPS hanno mostrato per ora qualche problema di stabilità e precisione, la ghiera è fissa e l’autonomia, seppur leggermente migliorata rispetto alla media, non ha fatto ancora quel decisivo passo avanti che possa andare oltre i due giorni di utilizzo.

Ne esce insomma uno smartwatch solido e completo, ma per 329 euro ci sono alternative migliori per gli sportivi e un rivale molto agguerrito come l’Apple Watch Series 2 risulta preferibile sotto diversi aspetti.

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