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Mission LX Connect: facili, versatili e accessibili

Mission LX Connect

Nel mio ultimo articolo sugli impianti “pronti all’uso”, avevo incluso nell’elenco questo sistema Mission, ultimo arrivato della famosa casa anglo/orientale.
Ha tutte le caratteristiche di questi prodotti dell’ultima generazione, che si rivolgono principalmente ad un pubblico nuovo, che vuole godere della propria musica in casa, senza complicarsi la vita, cercando prodotti facilmente ambientabili e con un costo finale accessibile. LX Connect ha tutte queste caratteristiche, a partire da un prezzo di listino di €1299, importato in Italia da Tecnofuturo.

Dico subito che non sarà una prova tecnica, ma impressioni di ascolto, anche perché penso che i clienti anni 2000, non siano interessati a impedenza, reattanza, watts, risposta in frequenza e di tutti quei dati tecnici che hanno fatto la fortuna anni fa delle riviste specializzate. Il pubblico nuovo, proveniente da un cellulare con cuffietta, se vuole migliorare l’ascolto a casa propria, vuole la stessa facilità di utilizzo, sia che si tratti del computer, del TV, della cuffia, di un CD player o di un bluray per gustarsi al meglio un film. Volendo anche un giradischi con uscita linea, cioè con incorporata l’equalizzazione RIAA per decodificare i dischi analogici.

Mission LX Connect

Ho ascoltato queste LX con CD, lettore bluray, e audio del televisore (Youtube ha anche buoni concerti di musica), su stand e leggermente allontanate dalla parete posteriore. La prima caratteristica che salta all’orecchio, come altri diffusori amplificati, è la facilità e fluidità del messaggio sonoro.
Chi è abituato a diffusori passivi, sa cosa vuol dire cercare e provare diverse soluzioni per ottenere quel “certo suono” che si desidera.
Nel caso di questi diffusori invece, ci si trova di fronte ad un suono equilibrato, completo nel senso che in un ambiente medio piccolo dove sono stati collocati, le basse frequenze sono presenti, ferme, intelligibili (da youtube AHMAD JAMAL “Poinciana”), senza sovrastare la gamma media che considero naturale, presente e con chiara presenza di atmosfera ambientale (vedi David Gilmour in Concert “Shine on You Crazy Diamond”) nell’assolo iniziale . In questo senso mi sembra un perfetto “british sound”.


Le alte frequenze sono sensibili alla registrazione, buon segno dal mio punto di vista, in quanto ritengo questi diffusori molto trasparenti, cioè fedeli al messaggio originale, sia esso CD, bluray, parlato TV.
Chi volesse adattare questa parte dello spettro sonoro, può sempre intervenire via software, come ben spiegato nel manuale.
L’ascolto qui descritto è stato fatto con le posizioni flat di fabbrica.


Ho avuto nel mio ambiente per lungo tempo le KEF LSX, di prezzo paragonabile, e anche se la memoria acustica può ingannare, direi che queste Mission fanno un passo avanti rispetto a quelle. Trovo la scena sonora LX più grande e più da diffusore “tradizionale”, dove invece le KEF sono più adatte ad un ascolto da desktop.
Direi che le Mission in questo senso sono più versatili, funzionando bene in più situazioni.
In sintesi lo trovo un sistema perfetto per chi vuol iniziare, con un costo accessibile (poco più di certi cellulari…), dotato di tutti gli ingressi desiderabili, a prova di futuro, vista anche la possibilità di upgrade via software.
E sono anche convinto che per avere questa qualità di suono, con componenti separati, si rischia di spendere di più.
Avendo alle spalle una lunga esperienza di acquisti, se cominciassi oggi, non avrei dubbi.

Naturalmente, la raccomandazione è sempre quella di provare direttamente con le proprie sorgenti preferite, dove possibile.
Un’ultima nota.
Questo tipo di sistemi si stanno diffondendo, per le ragioni accennate all’inizio, e questo comporta che anche i negozi si debbano adattare a dimostrare questi sistemi “pronti all’uso”.
Necessitano infatti di presentazioni particolari, ambientate, come cioè si presenteranno una volta installate in casa.
Non penso che i negozi tradizionali con scaffalature piene di prodotti siano abituati a questi nuovi impianti.
Aggiungiamo la frase molte volte sentita: “non vendo casse amplificate!”.
Forse è il momento che i negozianti si adattino a queste tendenze, dato che molti produttori si muovono in quella direzione.

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