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Bye Bye CD (e DVD): in UK non li vogliono più nemmeno i supermercati

La grande catena britannica di supermercati Sainsbury ha cominciato a togliere i CD e i DVD dagli scaffali dei suoi punti vendita. Il colpevole? Ovviamente lo streaming…

Che le vendite di CD non se la stiano passando bene ormai lo sanno anche i sassi, ma la decisione presa da Sainsbury (la seconda catena di supermercati più grande della Gran Bretagna) arriva un po’ inaspettata ed è già destinata a fari discutere gli appassionati di musica e film. La dirigenza di Sainsbury ha infatti già cominciato (e continuerà a farlo a ritmi crescenti) a togliere CD e DVD dagli scaffali dei suoi punti vendita sparsi per tutto il Regno Unito, mentre per ora continuerà a tenere esposti i vinili.

Il motivo (come potete immaginare) è la continua crisi delle vendite di CD, che in UK lo scorso anno hanno portato a una revenue di 115 milioni di sterline. Una cifra che può non sembrare tragica, ma che in realtà denota un declino inarrestabile di questo supporto, tanto che a fine 2021 si prevede un sorpasso da parte dei vinili, le cui vendite nel 2020 hanno superato 4,8 milioni di copie per introiti pari a 86 milioni di sterline.

Un portavoce di Sainsbury ha precisato alla BBC che questa decisione si è resa inevitabile a causa dello strapotere dello streaming sia per quanto riguarda l’audio, sia per il video, tanto che oltre ai DVD la società britannica comincerà a togliere dagli scaffali anche i Blu-ray e gli Ultra HD Blu-ray. Al momento nessuna altra grande catena di supermercati britannica come Tesco, Asda e Morrisons ha annunciato qualcosa di simile, ma qualcosa ci dice potrebbe non mancare molto prima che ciò succeda.

Se da un lato mette sicuramente tristezza vedere vestiti e cibo sugli stessi scaffali che solo fino a qualche mese fa ospitavano CD e DVD, dall’altro lato una simile decisione potrebbe spingere gli appassionati a tornare ad acquistare nei piccoli negozi di dischi, alimentando così un circuito retail che in UK (a differenza che in altri Paesi) è riuscito in qualche modo a resistere all’avanzata dello streaming.

Fa poi piacere notare come l’ascesa del vinile sia inarrestabile, segno che la voglia di possedere un oggetto fisico per ascoltarlo e collezionarlo è più viva che mai. E se è vero che ormai quasi tutti i servizi in streaming (a parte Spotify) offrono una qualità audio di tutto rispetto, con anche diverse opzioni per l’audio hi-res, è altrettanto vero che nessuna piattaforma di streaming video riesce ancora a competere con i Blu-ray e gli Ultra HD Blu-ray come qualità audiovisiva.

Ecco perché il declino di questi supporti fisici potrebbe essere più lento rispetto a quello dei CD. Fino a quando non ci saranno servizi di streaming di qualità “hi-res” anche per quanto riguarda il video (per ora Bravia Core di Sony è a uno stato quasi prototipale), gli appassionati continueranno a comprare il supporto fisico per ottenere in cambio la miglior qualità audio e video possibile… o almeno speriamo.

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