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La posta del cuore: l’ascolto

ascolto

Si parla generalmente nei siti web e nei blog personali dei vai “guru”, di singoli prodotti, spesso facendo riferimento al “prodotto del mese” di cui tutti parlano e che tutti provano con entusiastiche recensioni.

Sono tutte recensioni interessanti che incuriosiscono, e questo è un bene, perché spingono a ricercare quel tal prodotto, sia nel web che in negozio, e questo mantiene vivo l’interesse e quindi il mercato.

Dov’è invece il “male”, o più precisamente la mancanza che in queste recensioni non aiuta veramente il futuro fruitore interessato ad ascoltare al meglio la musica nel proprio ambiente ed in base alla sua volontà di spesa.

Le domande giuste: l’importanza di spazio e volume

E’ la mancata spiegazione di COME si usa l’impianto, e quindi aiutare la scelta di un prodotto rispetto ad un altro.

In altre parole, come rendere al meglio l’impianto, od il prodotto, che si decide di acquistare.

Prendiamo l’esempio dei diffusori.

Quanti recensori spiegano che ogni costruttore ha una precisa idea di progettazione, relativa all’altezza a cui deve essere posto il diffusore.

Nel caso di un diffusore cosiddetto da scaffale, la risposta in frequenza è calcolata in base al posizionamento del microfono di misura, generalmente nello spazio tra tweeter e mid woofer.

Nel caso di un diffusore da pavimento, dove cioè l’altezza è fissata, generalmente la risposta più lineare è considerata a tre metri (tenetelo presente quando scegliete un diffusore a colonna).

 

Questo perché l’integrazione dei diversi altoparlanti (tweeter, midrange, woofer) si ottimizza ad una certa distanza, quale secondo il progettista di quel particolare diffusore?

Ancora, il posizionamento a parete o lontano dalle stesse, e di quanto? Alcuni bookshelf sono progettati (cioè ottenere la loro migliore risposta in frequenza) per un uso a parete, ma se vengono allontanati, che giudizio si può dare di essi?

Ed il cosiddetto “triangolo”, cioè uguale distanza tra i diffusori e l’ascoltatore con gli stessi rivolti a lui?

Molti degli attuali progetti sono pensati per un nuovo pubblico che nel 99% dei casi li mette a parete e rivolti direttamente, non angolati. La risposta differisce dal progetto se non si usano come pensati in origine.

Vedi ad esempio il sito della Dali dove queste cose sono spiegate ad un pubblico generale.

Basse frequenze: è intuitivo che queste hanno una lunghezza d’onda diversa dalle alte frequenze e questo si traduce in un utilizzo diverso del diffusore stesso, che potrà essere ottimale in una posizione e chiaramente deficitario come equilibrio in un’altra (vi dice niente “suonava diverso in negozio”…).

Anche qui, quante recensioni sottolineano questi aspetti dando indicazioni di utilizzo del diffusore?

Diffusori grandi in ambienti piccoli e diffusori piccoli in ambienti grandi, non possono esprimersi al meglio secondo il progetto.

Mi è capitato in un famoso negozio di New York, Lyric, ora chiuso, di ascoltare delle Infinity Reference Standard (due towers per i woofers e 2 towers per medi e alti a nastro) ad una distanza di circa due metri, e mi sembrava di ascoltare due Rogers LS3/5A, notissimi mini monitor, progettati per ascolto ravvicinato nei furgoni della BBC durante le registrazioni dal vivo.

Un altro argomento poco sottolineato, a mio modesto avviso, è il rapporto tra il diffusore e l’amplificazione suggerita.

Non si tratta solo di capacità di pilotaggio, quello è il minimo, ma anche il rispondere alla domanda: “quale è il volume giusto di ascolto di quel diffusore”?

Ci sono diffusori che solo ad alto volume riescono ad esprimere una corretta e lineare risposta in frequenza, e quindi un suono fedele alla sorgente (domandatevi: a che volume ascolto normalmente?).

Altri invece che ad alto volume si comprimono e non riescono a mantenere un suono corretto, perché sono pensati per un altro utilizzo, come per esempio un ascolto ravvicinato ed in ambienti medio piccoli.

Altec cinema- fonte foto pinterest.com

Quante volte si leggono recensioni di diffusori provati con elettroniche di base e allo stesso tempo con elettroniche “stratosferiche”.

Questo non credo sia un approccio utile, meglio suggerire abbinamenti che abbiano un rapporto simbiotico sia in termini di costo che di prestazioni.

Un servizio utile sarebbe una serie di interviste ai progettisti (sia di diffusori che di elettroniche), che spieghino come hanno progettato i loro prodotti e a chi si rivolgano con gli stessi (vedi per esempio intervista a Roy Gandy di Rega).

Credo che un modus operandi di questo tipo aiuterebbe veramente a far crescere ed allargare il pubblico, soprattutto tra le nuove generazioni.

Nel prossimo articolo analizzeremo potenza e volume di ascolto.

 

 

In copertina: Paul McGowan di PSAUDIO, Colorado

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