HI-FI Prove

Audiolab M-DAC Mini: manca davvero poco all’eccellenza

M-DAC Mini

Audiolab M-DAC Mini, primo DAC portatile del produttore britannico, convince su tutta la linea e con un po’ di espressività in più avrebbe meritato il massimo dei voti.

Lo scorso anno Audiolab proponeva il suo M-DAC+ (circa 1300 euro online) riscuotendo un notevole successo di pubblico e critica, tanto che la mossa di uscirsene ora con un modello più compatto e dal prezzo meno impegnativo era pressoché scontata. Ecco allora che il produttore britannico propone M-DAC mini, l’ennesimo DAC desktop-friendly che dovrebbe arrivare a breve anche in Italia ma che per i più impazienti è già disponibile in Gran Bretagna a circa 300 sterline (lo trovate qui per esempio).

Si tratta di un DAC portatile e decisamente più piccolo dei suoi predecessori, pur condividendo con essi diverse caratteristiche tecniche come ad esempio il DAC ESS Sabre32 Reference ES9018K2M e l’amplificatore cuffie integrato.

M-DAC Mini

Funzioni

Come ci aspettavamo, sono davvero pochi i dispositivi che non possono essere connessi a M-DAC Mini. Sul retro troviamo infatti due ingressi USB per collegare uno smartphone/tablet/laptop e gli ingressi ottico e coassiale, mentre le uscite sono affidate al classico RCA stereo e all’accoppiata coassiale/ottica, con in più la presa cuffie da 6,3mm posta sulla parte frontale del DAC.

Come per il fratello maggiore M-DAC+ anche in questo caso non manca la connettività Bluetooth, mentre gli appassionati di musica hi-res possono contare, via USB, sul supporto di file PCM fino a 32-bit/384kHz e di file DSD 64, 128 e 256, mentre tramite coassiale o ottico sono supporti file fino a 192kHz.

Un’altra aggiunta interessante Mini è l’inclusione (per la prima volta in un DAC Audiolab) di una batteria integrata. L’autonomia è di circa sette ora con una ricarica e grazie a questa novità M-DAC Mini va ad aggiungersi ad altri eccellenti DAC portatili (e molto pratici) come Oppo HA-2 SE e Chord Mojo.

M-DAC Mini

Costruzione

A non convincerci più di tanto è la costruzione di questo DAC, che non sembra proprio il top per un prodotto da 300 sterline (o 340 euro). Non che l’abita faccia il monaco e l’utilizzo della plastica al posto del metallo ha certamente i suoi vantaggi anche al di là del fattore peso, ma il modo in cui lo chassis si flette a una leggera pressione del dito non fa certo una buona impressione.

Se poi consideriamo la solidità che invece contraddistingue molti DAC in questa fascia di prezzo, ci aspettavamo qualcosa di più robusto. Bella invece la piccola manopola del volume frontale posta esattamente in mezzo all’uscita cuffie e ai vari indicatori degli ingressi.

Il controllo del volume riserva però più di un semplice impatto estetico, visto che Audiolab ha optato per un potenziometro Alps analogico di elevata qualità che si trova solitamente in componenti hi-fi separati. Una scelta che a detta del produttore britannico evita la riduzione della qualità del segnale comune a molti DAC che optano per un controllo del volume di tipo digitale.

M-DAC Mini

Qualità audio

I nostri test iniziano con The Wild Hunt di The Tallest Man On Earth, un brano dalle tipiche caratteristiche lo-fi ideale per testare la ruvidezza della gamma alta e la scarsità di apporto dei bassi. Eppure M-DAC Mini si dimostra fin da subito perfettamente bilanciato, con un’ottima quantità di dettaglio nel riproporre le stratificazioni della voce di Kristian Matsson ben sottolineate dalle differenze in fase di registrazione del brano.

Si apprezza anche la coesione ritmica nelle linee di chitarra, che permettono al brano di librarsi dolcemente nell’aria senza però rinunciare a una discreta dose di impatto. Passando invece a qualcosa di più complesso e articolato, la Sinfonia No1 in Re Minore di Havergal Brian esalta la capacità del DAC di organizzare un’intera orchestra senza alcuna apparente difficoltà.

Una presentazione ampia, spaziosa e coesa al tempo stesso, che mette in primo piano le linee soliste senza però che queste finiscano disunite dal resto dell’orchestrazione. Per fortuna il rischio che queste caratteristiche vengano attenuate dall’ascolto in streaming via Bluetooth viene evitato da una prestazione altrettanto convincente.

M-DAC Mini

Conosciamo bene i DAC di Audiolab e sappiamo come questi abbiano la tendenza a uniformare il più possibile la presentazione sonora di file compressi come quelli di Spotify. Sensazione che si avverte nettamente anche con M-DAC Mini, dal quale però vorremmo un po’ più di espressività data la sua natura un po’ schiva e riservata.

Se infatti cercate un DAC che gestisca alla perfezione le dinamiche e che offra una musicalità ancora più espressiva e viva, l’Oppo HA-2 SE (o il più costoso Chord Mojo) vi darà più soddisfazioni.

Verdetto

È difficile per qualunque DAC portatile essere sullo stesso piano dei due pesi massimi appena citati e infatti l’Audiolab M-DAC Mini non riesce a competere (soprattutto con il Mojo) nella gestione delle dinamiche e nell’espressività musicale. Nonostante ciò siamo di fronte a un DAC di ottima qualità, ricco di ingressi e feature (non dimentichiamo il Bluetooth) e capace di mettere in campo una presentazione audio spaziosa e dettagliata.

© 2017, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di What HiFi? e Stuff dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

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