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Samsung QD-Display: i TV del futuro saranno “ibridi”

QD-Display

Samsung Display ha finalizzato le caratteristiche principali della tecnologia QD-Display conosciuta in precedenza con il nome QD-OLED. Saranno questi i TV del futuro?

Finalmente ci siamo. Dopo oltre tre anni di rumor, attese, rinvii e dietrofront, Samsung Display ha “finalizzato” le caratteristiche principali della tecnologia QD-OLED pubblicandole sul proprio sito. La prima cosa che salta all’occhio è che la sigla QD-OLED è stata ufficialmente sostituita da QD-Display (QD sta per Quantum Dot) e anche se al momento Samsung Electronics non ha annunciato nuovi TV con questa tecnologia a bordo, ne sapremo sicuramente di più nei prossimi mesi e già al CES 2022 di gennaio il colosso coreano dovrebbe annunciare i suoi primi modelli QD-Display.

Di fatto la nuova tecnologia è quella di cui abbiamo già parlato a più riprese riferendoci a essa come QD-OLED, la cui base è rappresentata da emettitori organici blu capaci di diffondere luce propria e di accendere e spegnere ogni singolo pixel. A questo primo strato se ne aggiunge un secondo contenente Quantum Dot rossi e verdi. In questo modo si ottengono tutte le componenti cromatiche primarie RGB e la quantità di luce blu dannosa per gli occhi è stata ridotta dal 20-25% dei display LCD tradizionali al 12-14% dei QD-Display.

QD-Display

La pagina di Samsung Display passa poi in rassegna alle altre caratteristiche fondamentali della tecnologia, partendo dalla risoluzione 4K (per ora non si parla infatti di 8K) e da un volume colore più ampio che può raggiungere l’80% dello spazio colore BT.2020 normalizzato e misurato secondo lo standard ICtCp. Visto poi che, come per gli OLED, parliamo di componenti organici, i tempi di risposta dei pannelli saranno estremamente bassi, a differenza di quelli dei meno reattivi TV LCD che hanno la necessità di controllare i cristalli liquidi.

I QD-Display vantano inoltre un angolo di visione più ampio rispetto agli LCD che li accomuna ai TV OLED. Secondo Samsung Display, se ci si posiziona con un angolo di 60 gradi dal centro, gli LCD convenzionali riescono ad esprimere meno del 40% della luminosità massima, mentre i QD-Display ne mantengono oltre il 70%.

QD-Display

Da segnalare poi una nuova tecnologia per la riduzione dei riflessi, anche perché i filtri di questo tipo si sono dimostrati già molto efficaci sui QLED Samsung e qui sono stati ulteriormente migliorati. Sul versante più tecnico i QD-Display copriranno un intervallo compreso tra un minimo di 0,0005 cd/m2 – nits per il nero e un massimo di luminanza pari a 1.000 cd/m2 – nits per il bianco.

Un dato che può non sembrare altissimo se pensiamo agli attuali QLED top di gamma di Samsung, ma in ambito OLED, se i 1.000 nits dichiarati fossero effettivamente relativi al bianco sul 10% dello schermo, i QD-Display sarebbero persino più luminosi dei migliori TV OLED del momento, con in testa l’LG G1 e il Panasonic JZ2000.

Gli ultimi due plus della tecnologia riguardano sia l’assenza (non sappiamo ancora se totale) di blooming (i fastidiosi aloni di luce), sia il rapporto di contrasto, già eccezionale sui TV OLED ma che sui QD-Display dovrebbe assicurare una migliore saturazione dei colori quando la luminosità su schermo si alza.

Insomma, la carne al fuoco è davvero tanta e non stupisce che Samsung sia intenzionata a investire molto in questa tecnologia, soprattutto dopo che sono emersi nuovi problemi per portare sul mercato schermi Micro-LED a prezzi umani e a dimensioni non ciclopiche. E ora non ci resta che attendere il CES 2022.

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