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Sistema compatto per musica liquida da 1000 euro: un miracolo possibile

musica liquida

Se avete un budget di 1000 euro per assemblare un sistema incentrato sullo streaming e la musica liquida (ma anche sui CD), ecco una proposta… che non si può rifiutare

Ok, abbiamo sforato di pochi euro rispetto alla promessa del titolo, ma poco più di 1000 euro per portarsi a casa un sistema hi-fi pressoché totale come questo (manca giusto un giradischi) è un piccolo miracolo e dimostra come per l’ascolto musicale di qualità non serva un budget spropositato. Ma andiamo con ordine.

Abbiamo voluto assemblare un sistema per musica liquida il più compatto possibile e semplice da utilizzare con lo scopo di avere uno streamer, un server audio, un amplificatore integrato e un lettore CD per ascoltare musica sia tramite diffusori, sia con le cuffie. Come detto, manca solo un giradischi, ma se i vinili non fanno parte (o non ancora) del vostro DNA di ascoltatori, non è certo una grava mancanza e, in ogni caso, abbiamo preferito per una volta concentrarci su un sistema improntato soprattutto allo streaming audio e alla musica liquida, mai così in voga come in questo periodo.

Il cuore di questo sistema è rappresentato dal Cocktail Audio X14, sistema all-in-one con streamer, server e amplificatore integrato in classe D da 2x30W che online si può ormai trovare a poco più di 600 euro. Dispone di uno slot per ospitare un disco rigido opzionale (fino ad 8TB) su cui poter memorizzare decine di migliaia di file audio di qualità CD o hi-res a 24 bit/192 kHz e anche in formato DSD64, DSD128 e MQA.


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Compatibile con AirPlay, Spotify Connect, Tidal, Qobuz, Napster, Deezer, il Cocktail Audio X14 è un vero tuttofare della musica liquida e dispone anche di un ricevitore Bluetooth aptX integrato e di server Samba, FTP e DLNA per condividere il contenuto del suo hard disk, ma anche per memorizzare i file da un computer attraverso una rete domestica. È inoltre consentita la copia da chiavette o hard disk USB collegate direttamente alle porte USB3.0 e, tramite l’ingresso RCA, da sorgenti analogiche come un giradischi con pre-phono integrato (o uno esterno) o una piastra per cassette.

Troviamo poi un’uscita cuffie in formato jack da 3,5mm e un display LCD da 5.0″ a colori che permette di navigare attraverso la libreria musicale memorizzata, ma anche di accedere ai servizi online, come web radio internet, podcast, Tidal, Qobuz, Spotify Connect, Napster e Deezer. Inoltre, un server web integrato consente di visualizzare tutta la musica memorizzata nel database musicale MusicDB da qualsiasi computer, tablet o smartphone, utilizzando un semplice browser Internet.

Collegando tramite USB un lettore CD/DVD esterno come l’ottimo Verbatim SlimLine da 45 euro, si aggiunge non solo la riproduzione di CD Audio ma anche il loro ripping, in modo da riversare nell’Hard Disk del Cocktail Audio la vostra collezione di CD, il tutto senza il minimo rumore visto che parliamo di un sistema all-in-one con raffreddamento passivo e senza alcuna ventola al suo interno.

Non va infine tralasciata, oltre all’ottima app mobile per controllare l’intero sistema, la natura “upgradabile” dell’X14, in modo da migliorarne le prestazioni in un secondo tempo se mai vi venisse voglia di investire in qualcosa di più prestante. Non solo infatti potete collegarlo a un DAC esterno utilizzando una delle due uscite digitali (ottica e coassiale fino a 24bit/192KHz), ma l’amplificatore integrato in classe D può essere completamente escluso e sostituito da un ampli esterno più potente e performante tramite l’uscita analogica RCA.

Come diffusori, con l’intenzione di mantenere il nostro sistema il più compatto possibile, abbiamo scelto gli Indiana Line Nota 250X da 220 euro, un modello da scaffale a due vie alto 28 cm e largo 18 cm dotato di un woofer da 135mm con cono in polipropilene iniettato e tweeter da 26mm al neodimio con cupola in seta trattata e camera di risonanza posteriore a ventilazione radiale. La risposta in frequenza è pari a 48-22000 Hz, mentre la sensibilità si attesta a 90 db.

Per interfacciare correttamente il suono con l’acustica dell’ambiente, è possibile controllare il livello delle basse frequenze inserendo nel condotto reflex posteriore il tampone di spugna in dotazione. Se invece volete qualcosa che scenda più in basso (44 Hz) e che abbia una sensibilità più elevata (92 db), potete puntare sui 260X da circa 30 euro in più, sebbene, oltre al prezzo, aumentino anche le dimensioni e il peso.

Sistemata la questione diffusori, anche se siamo consci di come in questa fascia di prezzo i modelli interessanti siano tantissimi, abbiamo scelto come cuffie le Grado SR60X, modello on-ear entry-level della gamma SR X del produttore americano che a 139 euro offre un rapporto qualità-prezzo elevatissimo. Ovviamente devono piacervi le cuffie con design aperto, ma se questo è il caso difficilmente potete trovare qualcosa di meglio sotto i 150 euro come qualità della gamma media e naturalezza.

I driver Grado da 44 mm di quarta generazione presentano un circuito magnetico molto potente, una bobina vocale con una massa effettiva diminuita e un diaframma riconfigurato. Ora alloggiato in una guaina intrecciata più resistente, il cavo a 4 conduttori presenta un filo di rame super temprato per una migliore purezza del segnale audio, mentre l’archetto è dotato di imbottitura spessa per un’esperienza di ascolto più confortevole. Un consiglio che ci sentiamo di darvi è di non utilizzare cuffie dall’impedenza particolarmente elevata visto che, dalla sua uscita cuffie, l’X14 non fa miracoli; in caso contrario dovreste premunirvi di un ampli cuffie dedicato.

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