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Cinema ed home video: la stagnazione dei titoli

Stagnazione Cinema

Dopo le uscite frenetiche seguite alla riapertura dei cinema, stiamo assistendo ad un’evidente stagnazione di titoli. Cosa sta succedendo?

La situazione delle sale italiane, si sà, non è delle migliori. Sebbene i problemi legati alla pandemia paiano oramai sorpassati – vedasi l’abbandono pressochè totale di ogni restrizione – l’afflusso di spettatori non è ancora tornato ai livelli pre-Covid. Se questo è dovuto inevitabilmente alla riduzione selvaggia delle finestre di uscita, complice il periodo di chiusura prolungata e la pressione delle piattaforme streaming in costante apnea di materiale per non soccombere alle trimestrali, una buona parte di “disaffezione” è legata alla relativa “debolezza” dei titoli che si vanno proponendo nei cinema. La causa di ciò è presto spiegata.

Ad una normale situazione di “regime” che era in corso ad inizio 2020, è seguito un periodo di forte emergenza sanitaria globale, il quale ha inevitabilmente “congelato” grosse produzioni già ultimate (vedasi Black Widow, No time to die e lo stesso Top Gun Maverick) rimandandone a tempo indeterminato il rilascio in sala. Un passaggio obbligato, visti i costi di produzione insostenibili per qualsiasi piattaforma (Mulan docet). Allo stesso tempo, tutte le produzioni di grosso calibro all’epoca in lavorazione sono rimaste bloccate mesi. Ricordiamo il caso emblematico di Mission Impossible, il cui set a Venezia è stato una delle prime vittime del Covid, provocando uno slittamento a catena nei tempi di post-produzione.

007 No time to die

Poi, tra alti e bassi, si è giunti alla primavera 2021 in cui la fase emergenziale più acuta poteva dirsi finalmente esaurita. Fatto cui è seguita la riapertura dei cinema e – di conseguenza – la sostenibilità della distribuzione globale. In completa apnea di liquidità i distributori hanno riversato sul mercato, tra maggio e dicembre 2021, a cadenza quasi settimanale, tutti film precedentemente tenuti in freezer. Allo scopo di passare all’incasso immediato per investimenti oramai “stagionati”. La conseguenza principale, seppure una buona fetta di spettatori abbia risposto positivamente, è stata la cannibalizzazione reciproca dei prodotti. I quali hanno finito per “mangiarsi gli incassi” vicendevolmente. Ma non solo.


Una volta “bruciati” i numerosi titoli in attesa, tuttavia, si è generato un considerevole vuoto. Il quale – in teoria – avrebbe dovuto essere colmato dai titoli in via di approntamento all’epoca del covid. Disgraziatamente, causa ritardi, lungaggini ed imprevisti introdotti dai vari lockdown, la maggior parte è finita postposta al 2023 – vedasi il succitato Mission Impossible e diversi film DC – causando una bella voragine “attrattiva” partita dallo scorso luglio. Se si fa attenzione infatti, dopo Thor Love & Thunder, c’è stato praticamente il vuoto cosmico. Con numerosi tentativi di coprire “l’ammanco” utilizzando “riedizioni” più (Studio Ghibli ed Avatar) o meno (Spiderman No Way Home) riuscite.

Stagnazione Cinema

Film di un certo appeal per il pubblico generalista – dallo scorso luglio – si possono contare sulle dita di una mano: Minions 2 (ultimato ancora in era pre-Covid), Nope ed il recente Black Adam. Per il resto si è trattato di cinema italiano – di scarso riscontro generalista, sebbene con alcuni distinguo – ed i soliti titoli riempitivi degni del menu di un’anonima piattaforma streaming. Non di certo film creati allo scopo di attrarre gente in sala, costituendo – piuttosto – una zavorra per la stessa. E così, purtroppo, si proseguirà fino a metà 2023. Avremo qualche eccezione come Wakanda Forever – film “calamita” di qualità opinabile, stando le prime reazioni – ed Avatar 2, vero e proprio polmone artificiale piazzato strategicamente a metà dicembre onde riemepire – letteralmente viste le 3 ore e 10 di durata – le sale agli esercenti.

Di pari passo ovviamente si muove l’home theater, il quale ripropone con un leggero shift temporale le stesse “perle” transitate in sala. Da cui una vera stagnazione in entrambi i settori, non fosse che per le piattaforme i film venduti un tanto al chilo siano ottimi onde mantenere nutrito il listino. Ai più smaliziati non resta che dedicarsi alle vecchie glorie, magari con un ripassino sui bei film di un tempo. In attesa di tempi, sperabilmente, migliori.

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